Turismo in Italia: i risultati del 2009

 

In collaborazione con l’Istituto Nazionale di Ricerche Turistiche presentiamo i dati di “IMPRESA TURISMO 2010” inerenti il turismo montano del 2009.

 


 

Il turismo montano


La dinamicità delle imprese e l’andamento del mercato

Le destinazioni di montagna possono contare su un’offerta ricettiva che rappresenta il 17,6% di quella italiana, con un numero di esercizi pari a 24.668 e si caratterizzano per la presenza di alloggi in affitto (che sono addirittura il 46,2% delle strutture nelle località di montagna). La capacità di accoglienza che ne deriva in termini di posti letto è pari a 618.408 (13,3% dell’offerta nazionale), con oltre la metà dei posti letto (il 51,6%) fornita dalle strutture alberghiere.

Nel complesso l’offerta ricettiva della montagna si riduce di quasi il 22%, a causa della contrazione degli alloggi in affitto (-41,6%) e degli altri esercizi ricettivi (-57,5%) cui si contrappone la parte restante: nel triennio 2005–2008 i campeggi e i villaggi sono aumentati di quasi il 40%, gli alloggi agrituristici del + 24,9% e i B&B del 58,7%.


 

 

 


L’andamento delle vendite nelle località di montagna

L’andamento dell’occupazione delle camere nelle strutture ricettive situate in montagna evidenzia la duplice valenza turistica di queste destinazioni: quella invernale, tra gennaio e marzo e quella estiva tra luglio e settembre, che nei periodi di punta di questi due trimestri porta l’occupazione a superare i risultati del 2007 e del 2008.

In particolare:

· a gennaio e febbraio le strutture hanno venduto oltre la metà delle camere, a marzo il 46,2%,

· a luglio e agosto l’occupazione è stata rispettivamente del 59,2% e del 75,5%, mentre a settembre ha superato il 47% delle camere vendute (rispetto al 42,4% registrato nel 2007).

 

Il turismo italiano

Nel 2009 gli italiani hanno effettuato 13,5 milioni di vacanze in montagna, di cui oltre 4,8 milioni di vacanze principali scegliendo soprattutto il Trentino Alto Adige, che con il 44,4%, per gli italiani è la destinazione montana per eccellenza. Seguono la Lombardia (10,5%), il Veneto (7,9%), la Valle d’Aosta (7%) e il Piemonte (6,3%). I principali bacini di origine dei flussi turistici verso la montagna sono la Lombardia (21,2%), il Veneto (14%), l’Emilia Romagna (11,6%) e il Lazio (10,6%).


Destinazione

Quota di mercato

Regioni di origine

Trentino Alto Adige

44,4%

Veneto (19,5%) – Emilia Romagna (18,1%) – Lombardia (17%)

Lombardia

10,5%

Lombardia (74,4%) – Emilia Romagna (4,5%) – Toscana (2,7%)

Veneto

7,9%

Veneto (58,6%) – Emilia Romagna (12,6%) – Toscana (6,5%)

Valle d’Aosta

7%

Lombardia (32,6%) – Piemonte (24,8%) – Liguria (15,1%)

Piemonte

6,3%

Piemonte (45,7%) – Liguria (18,5%) – Lombardia (15,7%)

Motivazioni:

Natura (39,2%) e relax (34,7%) sono le ragioni che spingono gli italiani a trascorrere le vacanze in montagna. Al terzo posto la possibilità di praticare attività sportive (26,1%).

Canali di comunicazione:

L’esperienza diretta è decisiva nelle scelte nel 58% dei casi. Tra i canali di comunicazione, l’unico ad avere un certo peso è Internet (7% attraverso la disponibilità di informazioni sulle destinazioni e sul soggiorno, il 6,1% grazie alle offerte).

Attività svolte

Quasi tutti (80,8%) praticano un’attività sportiva. Allo sport i turisti affiancano le escursioni (48,4%), lo shopping (29,3%) e l’interesse per l’enogastronomia locale.

Immaginario turistico

Le destinazioni più presenti nell’immaginario dei turisti italiani quando si parla di montagna sono:

· le Dolomiti e la Marmolada per il Trentino Alto Adige,

· lo Stelvio, le Grigne e Bormio per la Lombardia,

· le Dolomiti, Cortina d’Ampezzo e l’altopiano di Asiago per il Veneto.

 

 

 

 

 

 

 

Il turismo straniero

Le presenze dei turisti stranieri rappresentano una quota importante nelle località di montagna, pari al 44,6% di quelle complessive stimate in queste aree, che concentrano il 14,6% di tutte le presenze dall’estero registrate in Italia.

Rispetto ai singoli mercati di provenienza le destinazioni di montagna rappresentano:

· il 30% delle presenze complessive dalla Germania, che si conferma il mercato più importante,

· il 17,7% di quelle svizzere,

· circa il 12% di quelle statunitensi, francesi, ed austriache.


 

GERMANIA (29,9%)

Motivazioni:

i tedeschi scelgono la montagna italiana attratti dalla bellezza della natura (43,4%), dalla possibilità di fare sport (43,3%) o dalla voglia di relax (36%).

Canali di comunicazione:

per il mercato tedesco Internet è un canale importante, in grado di influenzare le scelte nel 21,8% dei casi attraverso le offerte in rete e nel 21,6% dei casi attraverso le informazioni sull’alloggio e sulla destinazione.

Attività svolte:

in montagna i tedeschi fanno sport (84,8%), oppure escursioni (44,7%). Tra le più importanti in termini di sviluppo della fruizione turistica della montagna vi sono gli interessi gastronomici (23,1%) e il benessere (10,3%).

 

 

 

 

SVIZZERA (17,7%)

Motivazioni:

per gli svizzeri la scelta della montagna italiana è dettata principalmente dalla voglia di trascorrere una vacanza in relax (51,7%) o da ragioni di ordine pratico (ospitalità di amici e parenti, vicinanza al luogo di residenza, possesso della casa e facilità di collegamenti).

Canali di comunicazione:

la scelta della meta di vacanza è influenzata dal passaparola (53%) e dall’esperienza personale (49,9%).

Attività svolte:

lo sport è l’attività più praticata (81%), seguita dalle escursioni (54,9%). Gli svizzeri mostrano, inoltre, un certo interesse per le attività culturali (visitano mostre e musei nel 17,8% dei casi) e per le attività legate al benessere (14,9%).

 

 

 

 

La spesa turistica diretta e indiretta

Per i soggiorni in montagna i turisti spendono in media pro-capite:

· 98 euro per il viaggio, 67 euro gli italiani e quasi 150 euro gli stranieri;

· 56 euro al giorno per l’alloggio, 52 euro gli italiani e 61 euro gli stranieri;

· 95 euro al giorno per il pacchetto tutto compreso (laddove acquistato);

· ulteriori 113 euro extra al giorno spesi sul territorio.

In media, sia per i turisti italiani che per quelli stranieri le spese più frequenti sono quelle legate ai prodotti alimentari: nei bar, caffè e pasticcerie, nei ristoranti e nei supermercati. Seguono gli acquisti di abbigliamento.

Appena la metà dei consumi turistici complessivi restano all’interno del comparto primario dell’ospitalità, mentre, rispetto agli altri prodotti turistici, una quota elevata (pari complessivamente al 32,3%) ricade su tutto il settore manifatturiero.

 

Turismo MONTANO: spesa sostenuta per il viaggio e l’alloggio dai turisti che non hanno utilizzato pacchetti

Spesa media a persona in euro

Italiani

Stranieri

Totale

Europei

Extraeuropei

Totale

Viaggio A/R

67,17

120,24

656,74

149,78

98,29

Alloggio (media giornaliera)

52,38

60,22

78,47

61,14

56,09

Fonte: Unioncamere – Isnart

 

Turismo MONTANO: spesa sostenuta per il pacchetto tutto compreso

Spesa media giornaliera a persona in euro

Italiani

Stranieri

Totale

Europei

Extraeuropei

Totale

Pacchetto tutto compreso

95,40

87,09

292,75

95,60

95,49

Fonte: Unioncamere – Isnart

 

 

 

Turismo MONTANO: quota di turisti per classe di spesa (escluso viaggio e alloggio)

Italiani

Stranieri

Totale

Europei

Extraeuropei

Totale

da 0 a 30

48,3

40,1

43,1

40,2

45,2

da 31 a 60

26,2

21,7

2,6

20,7

24,1

da 61 a 90

8,4

13,6

18,1

13,9

10,5

da 91 a 120

3,1

6,8

9,8

7,0

4,6

da 121 a 150

3,8

4,3

8,8

4,5

4,1

oltre 150

10,2

13,4

17,6

13,7

11,5

Totale

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

Spesa media (escluso viaggio e alloggio)

Spesa media giornaliera

114,27

107,17

193,59

111,78

113,32

Fonte: Unioncamere – Isnart

Turismo MONTANO: stima impatto economico della spesa turistica sugli altri settori (%)

Italiani

Stranieri

Totale

Strutture ricettive

30,1

35,8

32,7

Ristoranti, pizzerie

11,5

13,9

12,6

Bar, caffé, pasticcerie

4,0

6,3

5,1

Totale Ramo H

45,7

56,0

50,4

Altre industrie manifatturiere

14,2

19,1

16,4

Abbigliamento e calzature

21,8

8,9

15,9

Attività ricreative, culturali, intrattenimento

9,1

9,1

9,1

Agroalimentare

6,4

5,1

5,8

Giornali, guide editoria

2,5

1,3

1,9

Trasporti

0,3

0,4

0,4

TOTALE

100,0

100,0

100,0

Fonte: Unioncamere-Isnart

 

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