Tempo libero, una risorsa preziosa

 

Da sud a nord uomini e donne del nostro paese, esprimono il proprio parere su come l’attuale gestione del proprio tempo libero sia soddisfacente o meno. Ogni regione “dice la sua” in questa rilevazione sulla “Soddisfazione dei cittadini per le condizioni di vita nel 2009” ed è interessante notare come si collochino le regioni di montagna…..


estratto da:
Istituto nazionale di statistica
Famiglia e società

L’Indagine Multiscopo “Aspetti della vita quotidiana”, condotta nel mese di febbraio 2009, permette di indagare alcuni comportamenti e aspetti della vita delle famiglie italiane quali la soddisfazione per le relazioni familiari e amicali, la situazione economica e i principali problemi della zona in cui vivono. L’indagine è stata condotta su un campione di 19 mila famiglie per un totale di 48 mila individui. In allegato sono disponibili la nota metodologica con la strategia di campionamento e il livello di precisione dei risultati.

Per quanto riguarda il tempo libero, a dichiararsi molto o abbastanza soddisfatto è il 63,9% della popolazione, una porzione molto più bassa dei valori relativi alle relazioni familiari e con amici. Al contrario di ciò che accade sul lavoro, le donne sono meno soddisfatte degli uomini per quanto riguarda il tempo libero (62,1% contro il 66% degli uomini), soprattutto se lavorano (56,1% contro 58,4%): come noto, il carico di lavoro familiare per le donne italiane è particolarmente schiacciante e tale da comprimere la quantità di tempo libero. Il dato della soddisfazione per il tempo libero è sostanzialmente stabile rispetto al 2008.
A livello territoriale, il 38,0% dei residenti nel Mezzogiorno afferma di essere poco o per niente soddisfatto del proprio tempo libero, mentre nel Nord la quota scende al 30,8%. In particolare le quote di persone insoddisfatte sono più elevate in Puglia (40,1%), Sicilia (39,9%) e Campania (38,8%), mentre gli individui che si ritengono maggiormente soddisfatti del proprio tempo libero risiedono in Trentino-Alto Adige (73,4%), Valle d’Aosta (71,7%), Liguria e Toscana ( 68,9%).

 

(Claudio Beltrami)

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