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Se conoscete il paesaggio carsico, sapete che possiede peculiarità uniche. Ma la Val Rosandra è ancora più speciale, un’eccezione a un contesto già decisamente eccezionale…
 Foto: Wikipedia
Una delle mete predilette dagli escursionisti della zona, amata dagli speleologi per le sue forre e grotte e dagli arrampicatori che ne hanno fatto una palestra di roccia, in val Rosandra scorre l’unico torrente in superficie del Carso triestino. Questa catena montuosa è caratterizzata infatti da sorgenti sotterranee e da una sostanziale mancanza d’acqua a livello superficiale.
Un’altra particolarità della valle è il repentino passaggio dal clima continentale subalpino a quello mediterraneo. Le differenze climatiche e termiche rendono la val Rosandra ricchissima di microclimi e di conseguenza anche di flora e fauna peculiari. La ricchezza d’acqua, in particolare, determina la presenza di un popolamento di rettili e anfibi unica a livello nazionale. Anche gli uccelli sono numerosi: finora sono state segnalate oltre 130 specie di uccelli, delle quali circa 70 sono nidificanti.
Tra gli avvistamenti più recenti quello di una coppia di Falchi pellegrini in fase di nidificazione. E poi tanti mammiferi: caprioli, camosci, cervi, volpi, lepri, scoiattoli, ghiri, linci, ermellini, mustioli. Ma non è solo un interesse naturalistico e paesaggistico che spinge molti visitatori tra queste montagne, la Val Rosandra è ricca anche di testimonianze archeologiche e paleontologiche come la Caverna degli Orsi dell'epoca preistorica. E poi l'acquedotto romano, fonte di approvvigionamento per la città di Tergeste nel I secolo, la chiesetta di S. Maria in Siaris del XVI secolo e il suo antico sentiero d'accesso, i due mulini caratteristici all'inizio della valle e nel borgo storico di Bottazzo
La Val Rosandra è stata dichiarata Riserva Naturale Regionale nel 1996 ed è inoltre un Sito di importanza comunitaria. La Riserva ha anche un Centro visite a Bagnoli della Rosandra, dove è possibile seguire un percorso di approfondimento sulle tematiche naturalistiche e storiche. Da poco c’è anche una nuova opportunità per scoprire l’area partendo dal cuore della città di Trieste, da uno dei suoi quartieri più caratteristici. La ciclopedonale “Giordano Cottur” collega il quartiere di San Giacomo alla Val Rosandra seguendo il percorso della ferrovia “Istriana”, che dal 1887 al 1959 portava da Trieste a Pola. Il percorso, di 12 km, fa parte della rete interregionale di itinerari ciclabili Alpe Adria.
(1 settembre 2011) |