Salame Varesino: una sfida europea

 

Come ogni grande promessa che si rispetti, anche il salame prealpino varesino tenta il grande salto: l’ottenimento dell’IGP, il prestigioso riconoscimento europeo di “Identificazione Geografica Protetta”.

La Regione Lombardia ha infatti completato la raccolta della documentazione fornita dal Consorzio del Salame Prealpino, atto dovuto per la richiesta di registrazione come IGP. A questo punto la palla passa al Ministero per le Politiche Agricole e Forestali, che dovrà occuparsi dell’iter di inoltro all’Unione Europea.

Il salame prealpino varesino è un prodotto storico, seppure di produzione limitata. Oggi è prodotto infatti da 16 aziende in circa 1.000 quintali all’anno, equivalenti a 60.000 pezzi, nell’area compresa tra le Alpi (a nord), il Lago Maggiore ed il fiume Ticino (ad ovest), la pianura padana (a sud) ed i boschi del Parco Pineta e di Appiano Gentile (ad est).
Tipicità di questo salume è l’utilizzo nell’impasto (di sole carni suine) di erbe aromatiche prealpine, che conferiscono al salame prealpino il suo inconfondibile aroma.
Oltre a rappresentare un’importante risorsa occupazionale per la zona, il salame prealpino, insieme ad altre produzioni di qualità, costituisce un vero e proprio patrimonio di tradizione per il territorio.

La Regione Lombardia non è nuova a questi sforzi volti alla valorizzazione ed al riconoscimento dei prodotti locali. Il riconoscimento IGP dell’Unione Europea è stato infatti recentemente ottenuto sia dal Melone Mantovano che dalla Mela di Valtellina, mentre il miele varesino e lo Strachitunt, formaggio della Val Brembana, hanno iniziato il loro cammino verso l’ottenimento della Denominazione di Origine Protetta.

(Federico Beltrami)

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