Vini ossolani: dei vini…DOC!

 

Mentre proseguono le procedure per etichettare come DOC i vini ossolani dell’annata 2010, enti ed operatori del settore stanno attuando una campagna promozionale che, concentrando l’attenzione sulle qualità di questo vino emergente, funga da volano per l’economia dell’ intero territorio del Verbano Cusio Ossola.

Dopo che, lo scorso 23 ottobre, il Ministero delle Politiche Agricole ha assegnato la DOC (Denominazione di Origine Controllata) ai vini delle “Valli Ossolane”, l’attività di viticoltori, associazioni produttori agricoli ossolani ed enti locali si sta concentrando innanzitutto sull’attuazione delle procedure disposte dallo stesso Ministero all’interno del disciplinare di produzione.
Per poter etichettare i vini dell’annata 2010 come “DOC”, i viticoltori ossolani dovranno certificare, tra le altre cose, le condizioni di coltura dei vigneti.
Tra queste la DOC, per evitare la coltivazione su terreni di fondovalle umidi e non sufficientemente soleggiati, stabilisce il criterio della “giacitura montana” (tra i 160 ed i 1000 metri s.l.m.) dei vigneti dai quali verrà ricavato il vino.

Quattro le qualità di vino ossolano che si stanno uniformando a questi requisiti:
– il “Valli Ossolane” rosso, un assemblaggio di uve merlot, nebbiolo e croatina per minimo il 60%;
– il “Valli Ossolane” bianco, vino a base di Chardonnay al 60%;
– il “Valli Ossolane” nebbiolo ed il “Valli Ossolane” nebbiolo superiore, che prevedono una percentuale del vitigno da cui prendono il nome dell’85%.

Nel frattempo, a sostegno del riconoscimento di qualità da poco ottenuto, le autorità locali, le associazioni di produttori e di viticoltori ossolani, hanno intrapreso un’azione promozionale e di marketing che garantisca visibilità e prestigio a questa emergente produzione enologica di montagna.
Tante le iniziative promosse a sostegno del marchio “Valli Ossolane”.

Dal 21 al 23 marzo i vini ossolani sono stati graditi ed apprezzati ospiti del “Prowein” di Düsseldorf, la manifestazione vinicola più importante di tutto il panorama dell’Europa settentrionale, da sempre target fondamentale per i produttori di vini italiani.
Presso il reparto espositivo dell’Associazione Produttori Agricoli ossolani, all’interno dell’area Piemonte, è stato possibile degustare le diverse qualità del “Valli Ossolane” nonché assistere alle numerose iniziative volte alla divulgazione del vino ossolano. Un seminario sui vitigni autoctoni, ad esempio, è stata l’occasione per presentare il Prünent (il nebbiolo dell’Ossola) e per sottolineare la straordinaria longevità (oltre 700 anni di storia) delle sue vigne.
Soprattutto, il Prowein ha permesso ai rappresentanti ossolani di tessere una fitta rete di contatti e relazioni all’interno del mondo degli addetti ai lavori del panorama agroalimentare: dagli importatori, ai giornalisti di settore, ai fornitori, agli operatori del catering e della ristorazione.

Altro appuntamento irrinunciabile è stato il “Vinitaly”, esposizione fieristica dedicata alla degustazione dei migliori vini del mondo che si svolge a Verona con cadenza annuale dal 1967 e che raccoglie oltre 150.000 visitatori.
Domenica 11 aprile, nel penultimo giorno dell’evento, una delegazione di viticoltori ossolani e di rappresentanti delle istituzioni locali ha tenuto una conferenza stampa di presentazione dei progetti del prossimo futuro alla luce del riconoscimento della dicitura DOC recentemente ottenuta dal “Valli Ossolane”.
L’incontro ha evidenziato il sincero impegno di produttori ed istituzioni ad adoperarsi affinchè il successo dei vini ossolani si rifletta positivamente su tutto il territorio provinciale, costituendo un motivo di riavvicinamento alla terra ed alla montagna ed una concreta alternativa occupazionale, soprattutto se inquadrata in un’ottica di rilancio del turismo.
A questo proposito è stata sottolineata l’opportunità di realizzare una vera e propria filiera, che coniughi ospitalità e gastronomia con agriturismo e bed & breakfast.

(Federico Beltrami)

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