Veneto: turismo, record italiano

Pernottamenti registrati in Veneto nel corso del 2009: 60.444.274, il 60% stranieri con i tedeschi che crescono del 10,4% . Dal punto di vista turistico, il rapporto tra il Veneto e il resto d’Italia si avvicina dunque ad 1 a 5. Come dire che ogni cinque persone che dalla penisola o dall’estero pernottano nel nostro Paese, una sceglie il Veneto. In un anno di crisi come quello appena trascorso questo dato significa un calo contenuto al minimo dello 0,3 per cento, assolutamente invidiabile rispetto a perdite ben più consistenti di altre parti d’Italia e d’Europa, dove si sono registrati cali percentuali anche a due cifre.

“Certo, quello che conta di più è il reddito delle imprese del settore, la cui ricchezza si riverbera sull’intero territorio – ha sottolineato il vicepresidente della Giunta regionale presentando oggi i dati finali del 2009, in occasione dell’inaugurazione dello stand del Veneto a BIT 2010 – e qui c’è stata una contrazione più elevata rispetto ad arrivi e presenze. Ma in una fase negativa per tutto il pianeta, questo minore guadagno si è tradotto nel mantenimento di una clientela preziosa per il futuro, la cui perdita sarebbe stata molto difficile recuperare. In questo contesto c’è anche il dato estremamente significativo, che dimostra l’efficacia delle campagne promozionali che abbiamo realizzato, di una crescita notevole degli ospiti provenienti dall’area tedesca: + 10,4 per cento rispetto al 2008, sia per la Germania sia per l’Austria. In cifre assolute, questo si traduce in quasi 16 milioni di pernottamenti a fronte dei 14 milioni e mezzo dell’anno precedente, con una crescita di oltre un milione e mezzo di presenze”. In percentuale, gli ospiti da Germania e Austria costituiscono oltre il 26 per cento di tutte le presenze straniere e oltre il 44 per cento dei quasi 36 milioni di pernottamenti registrati da turisti provenienti da oltre confine.

Piuttosto in affanno, invece il turismo proveniente da Paesi non euro, a causa della “forza” della moneta europea che ha reso meno conveniente i viaggi nel vecchio continente. Gli ospiti dal Regno Unito sono diminuiti del 21,4 per cento, quelli dagli USA del 9,8 per cento, del 16,2 per cento i russi, del 14,6 per cento e 14,7 per cento gli irlandesi e gli scandinavi. Ma non vanno certo dimenticati gli oltre 24 milioni e mezzo di presenze di ospiti italiani, che costituiscono il 40 per cento dei pernottamenti in Veneto. “Anzi gli italiani sono il nostro maggiore bacino d’utenza, anche se nel 2009 hanno fatto registrare un comportamento turistico diverso dagli stranieri. I nostri connazionali hanno diminuito dello 0,5 per cento gli arrivi, che comunque sono stati oltre 5 milioni 563 mila, mentre le loro presenze sono calate dell’1,6 per cento. Al contrario, i turisti di altri Paesi hanno registrato un totale di oltre 8 milioni 381 mila arrivi, con un calo dell’1,8 per cento, ma i loro pernottamenti sono aumentati dello 0.6 per cento, con un significativo allungamento della durata del soggiorno”. Nella graduatoria per regioni crescono i turisti dal Trentino (+4,8 per cento) e dall’Emilia Romagna (+2 per cento), mentre diminuiscono quelli di altre realtà, veneti compresi (-0,7 per cento), con significative perdite dal Lazio (-5,7 per cento) e dal Piemonte (-4,7 per cento).

I dati turistici forniscono inoltre molte altre indicazioni sulle preferenze degli ospiti, rispetto alle quali orientare le politiche regionali di valorizzazione, promozione e intervento. Per quanto concerne le tipologie di offerta, le spiagge si confermano il polo di maggiore attrazione, crescendo dello 0,6 per cento rispetto al 2008 e totalizzando 26.304.260 presenze, pari al 43,5 per cento del totale. Al secondo posto troviamo le città d’arte con 15.539.887 pernottamenti, ma con un calo significativo del 5,1 per cento. Al terzo posto si colloca il lago di Garda, che totalizza ben 10.007.315 presenze, con un’invidiabile crescita del 5,7 per cento. Risale leggermente, dello 0,3 per cento, la montagna, che totalizza 5.545.810 pernottamenti, mentre il sistema termale appare ancora in affanno, con un calo dell’1,7 per cento per un totale di 3.030.351 presenze.

Quanto alle tipologie ricettive, il turista che viene nel Veneto sembra privilegiare le strutture di qualità, quelle all’aria aperta e gli agriturismi: In questi ultimi i pernottamenti degli ospiti salgono di un ulteriore 8 per cento dopo i forti aumenti registrati anche gli anni precedenti. Calano invece le presenze negli alberghi meno quotati (-6.2 per cento in quelli a una e due stelle) e anche in quelli a tre stelle (-4.4 per cento, mentre aumentano dell’1.7 per cento i pernottamenti nelle strutture a 5 stelle e di lusso. Crescono del 4 per cento le presenze nei campeggi e villaggi turistici. “Questo ci dice che chi viaggia cerca qualità e ambiente – ha concluso il Vicepresidente – e il Veneto è in grado di offrirlo. E al turista che cerca qualità offrirà un turismo di qualità sempre più elevata, ricco di sensazioni, emozioni, bellezza, e soddisfazioni”.

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