Veneto: elogio dell’alpeggio

La moderna transumanza nelle parole entusiastiche dell’Assessore all’Agricoltura delle Regione Veneto. Un grande valore per il territorio.

“L’alpeggio? Una pratica antica, un bene per gli animali, un antidoto contro i tentativi della mondializzazione di omogeneizzare i gusti, un valore aggiunto per il settore lattiero caseario veneto, una valorizzazione per il territorio, un modo per difendere la montagna”. Franco Manzato, assessore all’agricoltura del Veneto, non lesina lodi a questa modalità di “allevamento estivo” delle vacche da latte, “che in un certo senso vanno in vacanza anche loro”.

“Quella del malghese è un’attività di grande rilievo produttivo, qualitativo e anche culturale – aggiunge Manzato – che mantiene e valorizza aree tradizionalmente difficili, dimostrando il valore della tradizione, dell’identità e della biodiversità, soprattutto in un settore, quello lattiero – caseario, in questo momento è in grande difficoltà”.

L’antico rituale dell’alpeggio è praticata pressochè in tutto il Veneto, dal Monte Baldo alla Lessinia, dal Cansiglio (che si contraddistingue per le sue produzioni biologiche) ai pascoli dolomitici (alcuni ad oltre 2 mila metri di altitudine), dal Grappa fino ad una delle zone più famose del mondo caseario: l’altopiano di Asiago. L’unica differenza rispetto al passato è che l’antica transumanza, che avveniva a piedi sia per i malghesi sia per le vacche, oggi è sostituita dal trasporto su camion, più pratico e comodo e con molte meno insidie per tutti.

Sull’altopiano di Asiago, tra l’altro, il 10 luglio prossimo sei alpeggi si contenderanno il titolo per il “Miglior formaggio Asiago prodotto in malga”, che premierà un produttore per la categoria Vecchio e uno per la categoria Stravecchio. Questa gara di sapori è ormai una tradizione che si ripete ogni anno, per esaltare una produzione di eccellenza senza confronti.

“Quello del malgaro è un lavoro, per certi aspettiuno stile di vita – dice ancora Manzato – che tra l’altro si coniuga con un altro grande segmento economico del nostro Veneto, quello del turismo. Per tutti, turisti, ospiti e appassionati, la malga e l’alpeggio sono anche una opportunità per conoscere e acquistare anche direttamente prodotti straordinari e ottimi, che non hanno nulla a che fare con gli ogm. Sono convinto – conclude l’assessore – che quando un consumatore assaggia un formaggio di malga dal gusto esclusivo, magari dal colore un po’ aranciato che deriva dall’alimentazione delle vacche nei primi pascoli estivi, scopre un valore irrinunciabile. Noi come Regione non vogliamo rinunciare e anzi continueremo a sostenere le azioni per migliorare e mantenere i pascoli e le malghe, sia con le nostre leggi ordinarie sia con le misure del Programma di Sviluppo Rurale”.

(7 luglio 2010)

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