Trento: la convenzione delle Alpi – primi passi

La Convenzione delle Alpi e le iniziative messe in campo dalla Provincia autonoma di Trento in questo ambito sono stati i temi dell’incontro che si è tenuto ieri sera al centro congressi di Madonna di Campiglio. Erano presenti il vicepresidente delle Provincia Alberto Pacher, il vicesindaco di Pinzolo Patrizia Ballardini, il dirigente Generale del Dipartimento Risorse Forestali e Montane Romano Masè, il segretariato generale della Convenzione delle Alpi Marco Onida, il direttore del Parco Naturale Adamello Brenta Claudio Ferrari e il responsabile del Progetto speciale provinciale per la Convenzione delle Alpi Francesco Dellagiacoma.

Far capire che cos’è la Convenzione delle Alpi e quali opportunità porta con sé era l’obiettivo della serata a cui era invitata tutta la popolazione, proprio perché la convenzione richiede il coinvolgimento del territorio.
La montagna, è emerso durante l’incontro, è un patrimonio collettivo che vede le comunità che la abitano come primo custode. Natura, acqua, gente, cultura, trasporti, turismo, agricoltura, energia, clima, comunicazione: queste sono le parole utilizzate ieri sera per descrivere i temi complessi in cui si articola la Convenzione delle Alpi.

E’ un trattato internazionale fra gli 8 stati nazionali delle Alpi, che ha un’applicazione territoriale e tematica, e che vuole il coinvolgimento delle comunità locali.. E’ nata nei primi anni ’90 come risposta di tipo ambientale alla crescente pressione sul territorio. Oggi ricomprende tanti altri settori, dallo sviluppo sostenibile alla cultura. Le Alpi, è stato spiegato anche ieri sera, sono un territorio unico per cui servono strategie comuni e iniziative coerenti.
La convenzione prevede un confronto con gli enti territoriali, che sono riconosciuti come i legittimi portatori degli interessi delle comunità che abitano le Alpi. Non è un elenco di limiti, si è sottolineato, ma un insieme di strumenti.
È composta di protocolli specifici come quello sulla pianificazione territoriale e lo sviluppo sostenibile, che mette in relazione la crescita economica con il rispetto dell’ambiente, quello sull’agricoltura di montagna, che prevede il riconoscimento di questa come un elemento di custodia del territorio, quello sul turismo, che si prevede debba essere adeguato alle capacità del territorio, quello sulle foreste montane, di cui si riconosce il ruolo positivo sia dal punto di vista delle protezione della montagna che sotto il profilo economico, quello sui trasporti, un tema controverso sul piano politico perché mette in evidenza le diverse concezioni di sviluppo esistenti. Sul cambiamento climatico è previsto un piano d’azione.

“La convenzione – ha detto il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento, Alberto Pacher – è sostanzialmente un patto stretto tra nazioni su un tema come quello dell’arco alpino particolarmente sensibile. Mantenere in equilibrio il sistema introducendo innovazione nelle linee politiche e nelle aspettative sociali sono gli obiettivi della convenzione. Le buone pratiche e le iniziative positive e compatibili col futuro devono partire dal basso, per questo mai come in questo momento vanno rafforzate le reti che portano a questi risultati. La convenzione è un contenitore che ha permesso di far lavorare assieme realtà diverse, pur con tutte le difficoltà che ci sono. C’è una crescente attenzione alla sostenibilità come uno dei principi con cui si può e si deve costruire una prospettiva di sviluppo. La convenzione è uno strumento molto importante di confronto e di stimolo per percorrere questa strada. E’ un patrimonio per le comunità, è uno strumento che abbiamo a disposizione e che dobbiamo utilizzare per creare uno spirito comune in tutto l’arco alpino. Per noi non è indifferente quello che accade in altre zone delle Alpi. Le strade per risolvere alla radice i problemi si possono trovare lavorando assieme. Per questo è importante il processo di collaborazione avviato con la convenzione delle alpi che se proseguirà potrà diventare la cifra distintiva della nostra comunità.”

La Convenzione delle Alpi, come detto, è un accordo fra gli otto stati cui appartiene il territorio alpino, con il quale questi si impegnano a proteggere e valorizzare il rilevante patrimonio naturale e umano dell’area alpina, a salvaguardare i delicati equilibri ambientali, a scambiarsi tutte le informazioni scientifiche e normative e quelle relative ai progetti rilevanti e ai monitoraggi relativi all’area alpina.

La convenzione, che è vincolante ai sensi del diritto internazionale, è stata firmata nel 1991, è entrata in vigore dopo la ratifica dei singoli stati e prevede l’approvazione di una serie di protocolli nelle materie più rilevanti. L’accordo prevede espressamente il coinvolgimento degli enti e delle comunità locali, che, pur nella diversità istituzionale dei vari ordinamenti, hanno competenze primarie nelle materie della Convenzione. Il Trentino ricade per intero nel territorio alpino.

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