Bolzano: incidenti in montagna

“Le tragedie avvenute negli ultimi giorni in montagna non devono rappresentare un pretesto per criminalizzare chi pratica gli sport alpinistici e per mettere in atto provvedimenti legislativi eccessivamente rigidi”. Questo il pensiero dell’assessore al turismo Hans Berger in relazione agli annunciati inasprimenti delle pene da parte del governo nazionale nei confronti di chi provoca slavine.

“Le tragedie degli ultimi giorni – sottolinea Berger – con i numerosi incidenti mortali causati dal distacco di valanghe, sono avvenimenti drammatici che non dovrebbero capitare. Ma non ci si deve lasciar trascinare dalle emozioni compiendo l’errore di inasprire in maniera eccessiva le sanzioni pecuniarie e penali. Nessuna criminalizzazione: anche le conseguenze della cosiddetta tolleranza zero, infatti, possono essere pericolose”.

Secondo l’assessore provinciale al turismo, dunque, l’annunciato giro di vite da parte del governo nazionale rischia di creare più danni che benefici. “Dobbiamo lasciare alle persone la libertà di muoversi a contatto con la natura – prosegue Hans Berger – senza mettere dei paletti troppo rigidi dal punto di vista delle norme di comportamento. Soprattutto negli sport alpinistici, i valori fondamentali sono la responsabilità e la consapevolezza delle proprie azioni e dei rischi che si corrono. Tutto ciò si può rafforzare tramite una migliore informazione e una maggiore chiarezza nei messaggi che si danno”.

Come esempio positivo, da questo punto di vista, l’assessore al turismo cita da un lato il bollettino provinciale delle valanghe, che può essere consultato in maniera facile e immediata da tutti gli interessati, e dall’altro lato il servizio offerto dalle guide alpine e dai maestri di sci, che forniscono la necessaria formazione di base. “Chi vuole effettuare delle escursioni in montagna – conclude Berger – con gli sci oppure con le ciaspole, dovrebbe prima di tutto informarsi in maniera corretta sulle condizioni della neve e sui livelli di rischio. In ogni caso, puntare tutto sulla criminalizzazione di coloro che praticano gli sport legati all’alpinismo mi sembra la strada sbagliata da percorrere per garantire la sicurezza in montagna”.

(Claudio Beltrami)

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