Bolzano: agricoltura montana, buone basi

Lo stato di salute dell’agricoltura di montagna in Alto Adige è migliore rispetto a quello di altre zone: è quanto ha confermato l’assessore provinciale Hans Berger parlando davanti a centinaia di contadini accorsi agli “stati generali” dell’agricoltura di montagna a Bolzano. “Le superfici sono in gran parte ancora coltivate e non si registra il fenomeno dell’esodo dalla periferia”, ha proseguito, indicando un potenziale di sviluppo soprattutto nel rafforzamento della filiera corta, anche nel turismo.

Mentre in altre Regioni europee le zone rurali sono state riviltalizzate grazie a massicci aiuti di programmmi UE, in Alto Adige il pericolo dello spopolamento della montagna è stato scongiurato, ha ricordato Berger davanti a centinaia di agricoltori accorsi in Fiera per la terza edizione del convegno dedicato all’agricoltura montana. Questo mancato esodo è stato evitato “soprattutto perchè il sostegno alla periferia e all’agricoltura di montagna hanno sempre rappresentato una priorità in Alto Adige. La questione del futuro dello spazio rurale è ogni giorno al centro del nostro lavoro.”

Un impegno tanto più attuale nell’anno della biodiversità, “perchè la biodiversità va di pari passo con la salvaguardia e la promozione dell’agricoltura nelle aree di montagna”, ha ribadito Berger nel suo intervento al convegno. Durante i lavori si è discusso delle conseguenze della liberalizzazione del mercato del latte: l’assessore ha osservato come non sia ancora affatto scontato che la cancellazione delle quote latte comporterà un aumento della quantità di latte e quindi un crollo del prezzo: “Credo piuttosto che vi sarà una concentrazione della produzione, con un numero minore di produttori, in ampie parti d’Europa.” L’Alto Adige si trova in una situazione diversa: “L’organizzazione in cooperativa dei nostri produttori di latte e la strategia di non puntare sulla vendita di latte grezzo bensì sul prodotto lavorato garantisce stabilità alla nostra economia lattiero-casearia”, ha precisato Berger.

Una stabilità che può crescere ulteriormente con l’attivazione della filiera corta e la presenza con prodotti di qualità nel mercato locale, “che è ricco di prospettive grazie all’arrivo dei tanti turisti. Abbiamo già chiarito l’ammissibilità di questa strategia anche nelle sedi UE a Bruxelles e  confidiamo che venga inserita anche nella politica agraria della nuova Commissione”, ha informato l’assessore. Il convegno in Fiera è stato promosso da numerose istituzioni e organizzazioni: la Ripartizione provinciale agricoltura, il Centro di sperimentazione Laimburg, il Bauernbund, la Lub, la Federazione latterie dell’Alto Adige e l’Associazione allevatori. Nel pomeriggio, spazio ad argomenti più specifici e di carattere tecnico.

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