Piemonte: ordinamento rifugi alpini

E’ stato approvato oggi dal Consiglio regionale l’ordinamento delle strutture ricettive alpinistiche, che disciplina il loro funzionamento e gestione, classificandole in rifugi escursionistici, rifugi alpini gestiti e non gestiti, e bivacchi fissi. La Regione Piemonte stabilisce precisi criteri che riguardano l’ubicazione, la dotazione di attrezzature, idonei allacciamenti dei quali devono essere dotati i rifugi alpini. Si prevede inoltre l’obbligo di predisporre una piazzola per l’atterraggio degli elicotteri.

L’assessore regionale Luigi Sergio Ricca sottolinea che “ il Piemonte ospita oltre 200 strutture preposte all’accoglienza ed al ricovero di alpinisti ed escursionisti o semplici frequentatori della montagna e pertanto i rifugi rappresentano un punto di riferimento di fondamentale ed imprescindibile importanza per tutti coloro che frequentano la montagna, territorio a vocazione turistica, capace di offrire non soltanto bellezze naturali, ma anche un patrimonio culturale e di tradizioni che deve essere sempre maggiormente valorizzato”
“Ogni rifugio possiede una propria storia – ricorda Ricca – che affonda radici profonde nei luoghi in cui è ubicato. Alcune strutture sono vere e proprie opere di ingegneria e sono localizzate in luoghi impervi e realizzate con materiali scelti accuratamente, altre sono costruzioni estremamente semplici, essenziali, povere. Esistono rifugi in grado di ospitare centinaia di persone, altri numeri molto limitati di alpinisti. Alcuni sono gestiti, altri non hanno alcun custode. In questa eterogeneità di costruzioni e caratteristiche, il rifugio rappresenta un luogo sicuro, persino una protezione che può rendere la montagna meno rischiosa ed impegnativa”.
Alla tradizionale funzione del rifugio quale meta o appoggio per un’escursione in montagna, in tempi recenti, si sono aggiunte caratteristiche di presidio culturale delle diverse tradizioni del territorio e di struttura multifunzionale in quota al servizio dell’ambiente, dell’agricoltura e del turismo di montagna, oltre che di punto di partenza per una riscoperta del “mondo alpino”. “Pertanto si è ritenuto non solo opportuno – conclude Ricca – ma necessario dotare le strutture ricettive alpinistiche di una nuova ed autonoma legislazione che le distingua dagli alberghi e che tenga conto delle esigenze di rifugi situati in zone impervie, difficilmente raggiungibili, logisticamente disagiate, con aperture limitate, soltanto stagionali, ma con grandi potenzialità per incrementare il turismo del territorio montano”.

(Claudio Beltrami)

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