Piemonte: tartufi, norme per la raccolta

La Giunta Regionale ha deliberato le disposizioni attuative sulla raccolta e coltivazione dei tartufi e la valorizzazione del patrimonio tartufigeno piemontese, che si riferiscono alla legge regionale 16 del giugno 2008. Con tali disposizioni, cui la legge stessa aveva rimandato per una regolamentazione di dettaglio, si dà piena attuazione alla normativa in materia.

Per quanto riguarda l’erogazione di indennità per la conservazione delle piante che producono tartufo bianco d’Alba o del Piemonte, sono state introdotte alcune novità, improntate alla salvaguardia del patrimonio tartufigeno piemontese. E’ prevista la compilazione e la sottoscrizione di un piano di coltura, in forma schematica e semplificata, che gli interessati, proprietari o conduttori dei terreni, dovranno allegare alla domanda. L’importo massimo concedibile dell’indennità è stato elevato a 24 euro a pianta. Sono previsti controlli a campione, da parte delle Province, sul rispetto degli impegni sottoscritti.

Sono state inoltre ridefinite le modalità di riconoscimento delle tartufaie controllate e coltivate, la cui competenza rimane alle Province, introducendo la sottoscrizione di un piano colturale per la corretta gestione delle tartufaie stesse. La superficie riconoscibile come tartufaia deve essere individuata dalle Province entro i limiti del 5-10% della superficie individuata come produttiva, contemperando così i diritti dei proprietari con quelli dei liberi raccoglitori.

Alle Province, oltre al rilascio del tesserino di abilitazione per la raccolta del tartufo, è stata demandata anche la costituzione delle commissioni d’esame. Una notevole semplificazione è l’abolizione della vidimazione annuale del tesserino: l’attestazione del permesso per la raccolta è ora costituita semplicemente dalla ricevuta di versamento della tassa annuale il cui importo, pari a 140 euro, é invariato.

I proventi che deriveranno dalle sanzioni andranno a beneficio delle Province e dovranno essere utilizzati per la valorizzazione del patrimonio tartufigeno.

Il calendario per la raccolta viene definito dalla Regione in accordo con le Province; può essere concessa un’autorizzazione temporanea a fini scientifici; sono previste le modalità di riconoscimento delle associazioni dei raccoglitori.

Le disposizioni attuative

(Claudio Beltrami)

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