Marche: programma apistico regionale

Migliorare la produzione e la commercializzazione del miele, valorizzando il ruolo degli organismi associativi e le attività di ricerca e sperimentazione condotte dall’Assam (Agenzia servizi settore agroalimentare Marche). Sono gli obiettivi del Programma apistico regionale 2010/2013 che la Regione ha trasmesso al ministero delle Politiche Agricole per ottenere il cofinanziamento dell’Unione europea.

I programmi regionali concorrono alla definizione del Piano apicolo nazionale che va inviato alla Commissione europea entro il 15 aprile.
Gli interventi proposti dalla Regione richiedono un impegno complessivo, triennale, di 884 mila euro, di cui 660 mila coperti da risorse pubbliche. Nelle Marche si punta a migliorare l’assistenza tecnica e sanitaria; contrastare la diffusione delle malattie negli alveari; intensificare le analisi del miele; favorire il ripopolamento del patrimonio apistico; promuovere la ricerca, in particolare quella finalizzata alla valorizzazione del miele e all’applicazione dei marchi di qualità.ù

Il programma – ha sottolineato il vicepresidente delle Giunta, Paolo Petrini – recepisce l’orientamento comunitario che privilegia il miglioramento delle condizioni di produzione e commercializzazione del miele, per cercare di dare nuovi impulsi alla crescita complessiva del settore, soprattutto verso la qualità del prodotto, nel rispetto dei principi di tutela dell’ambiente e della salute del consumatore.

Nelle Marche sono censiti 1.457 apicoltori che gestiscono 40.620 alveari, dai quali si ottiene una produzione di miele pari a 1.200 tonnellate annue. Gli apicoltori professionisti, che dispongono di almeno 150-200 alveari e che si dedicano esclusivamente all’apicoltura, rappresentano il 2 per cento dei censiti, ma producono il 40 per cento del miele marchigiano.
I due terzi della produzione regionale è rappresentato dal “millefiori”, e un terzo da miele monoflora (principalmente acacia, castagno e girasole, ultimamente anche coriandolo). L’attività viene praticata su tutto il territorio, seppur con una certa frammentarietà, e vanta antichissime tradizioni. Sono presenti quattro Consorzi apistici provinciali, un’associazione di produttori (Associazione marchigiana apicoltori) e alcune cooperative dedite alla commercializzazione del prodotto.

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