Montagna più sicura col cercapersone

Lo strumento innovativo è stato testato dalla Protezione civile del distretto Meduna- Cellina in Friuli, con esiti più che soddisfacenti.

D’ora in poi sarà più facile ritrovare persone disperse in montagna. “Da oggi cambia la montagna e cambia il modo di viverla – ha affermato l’Assessore regionale alla Protezione civile, Riccardo Riccardi – perché grazie alla tecnologia è possibile intervenire nella ricerca e nel soccorso delle persone disperse in maniera più sicura, più puntuale e anche più economica. La Protezione civile regionale sta testando questa nuova apparecchiatura, definita cercapersone, che consente di individuare, grazie ai sistemi satellitari, i dispersi e quindi di intervenire rapidamente”.

Il test – al quale ha partecipato anche la neocostituita Squadra di ricerca nata all’interno del Gruppo Comunale di Protezione civile di Maniago e che collabora con il Soccorso Alpino nelle ricerche in quota  – ha visto dieci volontari-cavie dotati del nuovo dispositivo disperdersi in varie zone sia di montagna (teatro delle operazioni il Monte Jouf) che in zone di pianura: le ricerche, effettuate con moderni sistemi di ricezione sia da terra che in elicottero – fondamentale si è rivelato l’uso di questo mezzo – hanno consentito di ritrovare tutte le persone volutamente disperse e una di esse, che risultava virtualmente ferita, è stata trasportata a valle in barella dagli uomini del Soccorso Alpino.

“Ora si tratterà di capire – continua l’Assessore chi potrà mettere in produzione questo prototipo che la Protezione civile metterà a disposizione dei Comuni montani ma anche degli stessi rifugi alpini, con modalità sono in fase di studio, dove gli escursionisti poranno ritirarlo versando una cauzione. Ritengo che dall’estate 2011 potremo essere a regime”.

(25 giugno 2010)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *