FVG: legge di promozione apicoltura

Votata all’unanimità la legge che disciplina e promuove l’apicoltura, norma che vedeva abbinato il provvedimento della Giunta alla proposta firmata da Giorgio Venier Romano (UDC) e Roberto Novelli (Pdl).

Un provvedimento a favore dell’economia, dell’occupazione e dell’ambiente che già in Commissione ha visto maggioranza e opposizione d’accordo, ha sottolineato il relatore unico Venier Romano. Era necessario aggiornare la precedente normativa regionale (targata 1988), ma costituisce anche un doveroso atto di adeguamento alla nuova legge statale del 2004 e al regolamento comunitario dello stesso anno.

La legge valorizza i già esistenti organismi associativi fra apicoltori, affida un ruolo preciso alle Province, mantiene il sostegno al laboratorio apistico regionale dell’università di Udine, stabilisce gli aiuti finanziari agli apicoltori in base agli orientamenti comunitari.

L’apicoltura in Friuli Venezia Giulia – ha aggiunto Venier Romano – vanta radici molto antiche e costituisce, oggi, una nicchia di mercato da non sottovalutare. Anzi, da sviluppare quanto più possibile tanto per ragioni economiche quanto occupazionali.
Anche sotto il profilo ecologico-ambientale il tema è importante, per il ruolo svolto dalle api a favore della flora in generale e delle colture in particolare.

Tra gli emendamenti, molti dei quali aggiustamenti tecnici o lessicali, da sottolineare quello presentato da Piero Colussi (Citt) secondo cui il laboratorio apistico regionale, oltre a essere il riferimento scientifico in Friuli Venezia Giulia per lo studio e la sperimentazione sulle api, potrà realizzare monitoraggi sugli effetti delle norme tese a ridurre la loro moria.

Introdotta da Gaetano Valenti, Pdl, una nuova sanzione: chi non appone una targa sull’apiario con i suoi dati identificativi e la residenza dovrà pagare dai 150 ai 1500 euro.

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