Emilia: 9,5 milioni per aree “APEA”

La Regione Emilia-Romagna ha stanziato 9,5 milioni di euro per le Aree produttive ecologicamente attrezzate (APEA) localizzate nel territorio bolognese. Si tratta di uno degli interventi più rilevanti, dal punto di vista della quantità di risorse finanziarie messe in campo, che tocca le imprese e il sistema produttivo locale.

Le aree finanziate con i Fondi Europei e Regionali sono 5: Ponte Rizzoli (Comuni di Ozzano dell’Emilia, San Lazzaro di Savena e Castenaso); San Carlo (Comuni di Castel Guelfo, Castel San Pietro Terme, Medicina e Dozza); Cento di Budrio (Comune di Budrio); Tavernelle (Comuni di Sala Bolognese e Calderara di Reno); Gumiera (Comune di Camugnano).
I finanziamenti per le opere e le infrastrutture energetiche nelle diverse aree sono i seguenti:
Ponte Rizzoli 3.548.000 (475.971 per opere ambientali e 3.072.029 per interventi energetici);
S. Carlo 2.596.000 (978.732 per opere ambientali e 1.617.268 per interventi energetici);
Cento di Budrio 1.120.000 (406.317 per opere ambientali e 713.683 per interventi energetici);
Tavernelle 1.112.500 (89.300 per opere ambientali e 1.023.200 per interventi energetici);
Gumiera 1.123.500 (183.958 per opere ambientali e 939.542 per interventi energetici).

Le Apea sono aree produttive con opere, infrastrutture e servizi particolarmente qualificati dal punto di vista ambientale. Le imprese generano inevitabilmente impatti sull’ambiente: consumano energia, acqua, materie prime, modificano il paesaggio, generano traffico, rifiuti, rumore, emissioni in acqua e in atmosfera. Gestire al meglio questi impatti è una necessità ecologica, economica e sociale.

La qualifica di Apea è perciò volta a valorizzare un risultato complessivo di qualità dell’area, oltre le semplici performances aziendali. L’obiettivo strategico a cui tendere dovrebbe essere quello della chiusura dei cicli produttivi nelle diverse componenti ambientali (rifiuti, energia, mobilità e logistica, risorse).

Attraverso la qualifica Apea si vogliono infatti minimizzare gli impatti sull’ambiente naturale, ma anche gli impatti dannosi sugli operatori e i residenti, mediante la garanzia della salubrità e la sicurezza dei luoghi di lavoro (per esempio una buona illuminazione naturale, buone condizioni di aerazione, controllo dei livelli di rumore presenti negli ambienti, ecc.). Inoltre nelle Apea si possono progettare servizi di qualità per le imprese e i lavoratori (quali, ad esempio, banca, posta, esercizi commerciali, servizio ristorazione, asilo nido, mobility management di area, servizi per la formazione, ecc.).

Le Apea rappresentano per le imprese un’opportunità d’insediamento di eccellenza in quanto offrono economie di scala, infrastrutture e servizi comuni, una gestione ambientale condivisa e partecipata, una riduzione dei costi per l’approvvigionamento idrico ed energetico. Da questo punto di vista possono rappresentare dei fattori di nuovo marketing territoriale, attrarre insediamenti o creare le condizioni affinché le imprese presenti continuino ad investire sul nostro territorio contrastando e frenando così quei processi di delocalizzazione, che specie in altri territori stanno impoverendo in modo molto serio il tessuto economico.

Le Apea possono inoltre rappresentare un ambito privilegiato di sperimentazione di stampa locale Unindustria ha messo in evidenza le enormi possibilità e le opportunità che si possono cogliere in questo nuovo e promettente settore dell’economia. Il lavoro congiunto di associazioni di categoria, enti locali, enti territoriali e imprese può portare il nostro territorio in primissimo piano in questi nuovi mercati e aumentare in modo significativo la competitività e l’innovazione per un nuovo e più equilibrato modello di sviluppo

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