“Quattordicesima” per i monti veneti

 

C’è chi la spende per lussuose vacanze in luoghi esotici e chi la usa per arricchire il proprio guardaroba. Le montagne venete, più saggiamente, la utilizzeranno per rimettersi a nuovo.

Regione Veneto, regionale, montagna veneta, monti veneti, fondi, stanziato, Comunità montana, manutenzione, messa in sicurezza, sentieri, vie ferrate, bivacchi, segnaletica, panorama
Foto: Montagna Made In Italy

Stiamo parlando della tanto agognata “quattordicesima mensilità”, che, per i monti del Veneto, ammonterà a ben 200mila euro.
Questa la cifra che la giunta regionale veneta ha recentemente stanziato per gli interventi di manutenzione, ripristino della segnaletica e messa in sicurezza dei sentieri, delle vie ferrate e dei bivacchi che popolano le montagne regionali.

L’obiettivo è quello di rendere sempre più piacevole, sicuro ed appagante il rapporto dell’uomo con la montagna in tutte le sue possibili manifestazioni. Dalla semplice camminata in compagnia, all’escursione di più giorni per finire con l’arrampicata, il fruitore della montagna veneta vedrà massimizzare la piacevolezza del proprio contatto con l’ambiente naturale circostante. I vertici regionali sperano in questo modo di mantenere inalterato o addirittura di incrementare il sentimento di affetto ed attaccamento che i propri turisti hanno dimostrato provare per questi luoghi fantastici.

A testimoniare il sostegno che la Regione vuole garantire alla montagna veneta nel suo complesso, i 200mila euro di fondi verranno distribuiti fra tutte le 19 comunità montane regionali:
– alle comunità dell’arco vicentino andranno 11.829 euro;
– alle comunità del veronese andranno 11.296 euro;
– alle comunità montane del trevigiano andranno 7.066 euro;
– i rimanenti 169.809 euro verranno assegnati alla provincia di Belluno, che, con il suo patrimonio dolomitico, si presenta come il destinatario naturale di tali contributi.

Nelle operazioni di ripristino e manutenzione dei sentieri alpini, delle vie ferrate, della segnaletica e dei bivacchi, le Comunità montane si affideranno ad un personale di particolare esperienza e competenza, da reclutare presso le sezioni del Club alpino italiano e tra le guide alpine. Ciascuna Comunità Montana sarà poi tenuta a riconoscere i contributi dovuti alle sezioni del CAI, alle guide alpine ed agli enti interessati in modo proporzionato rispetto alle spese preventivate per realizzare gli stessi interventi.

(Federico Beltrami)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *