Montagna italiana: definizione

L’esplicito riferimento, all’interno del testo di legge delega sul federalismo fiscale, alle “zone” o ai “territori” montani richiede un chiarimento in merito alla definizione stessa di montagna, questione dibattuta da tempo in ambito scientifico, anche per le sue implicazioni legislative e amministrative. La premessa da cui partire è che da un punto di vista geografico non è possibile definire nettamente il limite tra ciò che è montagna e ciò che non lo è; tale limite deve però essere individuato in ambito statistico e politico(1).
L’EIM, da tempo impegnato nello studio dei criteri di montanità e nell’approfondimento delle tematiche inerenti la definizione delle aree montane, ha effettuato una serie di proiezioni a scala nazionale per individuare gli indicatori più adeguati a classificare la montagna. L’approccio adottato è stato quello di elaborare una definizione “aperta” di montagna, attraverso l’individuazione di alcune sue caratteristiche distintive, da precisare e calibrare di volta in volta, in base alle finalità della definizione.
Nell’ambito della riforma del governo dei territori montani, avviata nell’autunno 2007 attraverso l’iter legislativo e l’approvazione della legge finanziaria 2008, l’EIM ha elaborato una propria ipotesi di classificazione dei territori montani, basata su aggiornati criteri scientifici (altimetria, pendenza e clima). Gli indicatori utilizzati per classificare la montagna sono stati applicati a scala comunale, per permettere la comparazione del profilo “scientifico” dei territori montani risultante dall’applicazione di parametri morfologici e climatici con le aree classificate come montane secondo le disposizioni vigenti.


Fonte: elaborazione ISTAT

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