Forum sull’agricoltura montana

I rappresentanti politici e tecnici delle Regioni alpine firmatarie della risoluzione di Garmisch (Land Tirolo, Land Vorarlberg, Baviera, Provincia Autonoma di Trento, Provincia Autonoma di Bolzano, Regione Autonoma Valle d’Aosta e Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia), unitamente ai rappresentati di altre Regioni montane, si sono incontrati 6 e 7 dicembre 2009 ad Alpbach, nella regione austriaca del Tirolo, per discutere, con la Commissaria europea per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, Mariann Fischer Boel, i problemi dell’agricoltura di montagna e le possibili soluzioni da adottare dopo il 2013, al fine di garantirne un futuro sostenibile e vitale.

Durante il Forum, le Regioni partecipanti hanno ribadito, da un lato, l’importante ruolo svolto dall’agricoltura di montagna in relazione al mantenimento e alla fruibilità del paesaggio, la conservazione della biodiversità, la protezione delle risorse naturali e la produzione di prodotti di alta qualità e, dall’altro, la necessità di compensare con adeguate misure tale funzione e i maggiori costi e difficoltà rispetto alle zone non svantaggiate.

La conferenza è stata inoltre l’occasione, per la Commissaria europea e il suo staff, per presentare un documento di lavoro contenente un quadro comunitario delle zone agricole di montagna, dei relativi punti di debolezza e di forza, e degli attuali strumenti e misure previsti dalla normativa comunitaria vigente. Nell’esporre il punto di vista della Commissione, la Fischer Boel ha richiamato alcune delle proposte presentate dalle Regioni alpine nella risoluzione di Garmisch. In particolare la Commissaria ha affermato che, per quanto riguarda il pagamento dell’indennità compensativa, un eventuale aumento del limite massimo potrà sicuramente essere preso in considerazione nella nuova programmazione. Per quanto concerne il riconoscimento della qualità dei prodotti, altro aspetto oggetto della risoluzione, Mariann Fischer Boel ha poi affermato che la creazione di un marchio che sappia valorizzare i prodotti di montagna e garantire, allo stesso tempo, i consumatori circa la provenienza e l’alto valore in termini di genuinità e qualità, potrà rappresentare un ottimo suggerimento nell’ambito della revisione della politica agricola per la qualità. Meno ottimista è stata invece sulla richiesta di introdurre uno specifico premio per i ruminanti e un aumento delle intensità massime di aiuto con riferimento agli investimenti aziendali.

L’analisi effettuata dalla Commissione, con particolare attenzione agli aspetti economici, ha fatto emergere un elemento molto importante, rilevato dalla Fischer Boel: le zone di montagna sono assai diverse tra loro, pertanto il dato medio non è sufficiente a rappresentare correttamente le singole situazioni, in termini di problematiche, esigenze e rischi. A fronte di ciò non sarebbe corretto stabilire una soluzione unica, ma sarà necessario che i singoli Stati membri e le Regioni facciano un esame attento delle proprie situazioni, cercando di individuare gli aspetti di debolezza e i punti di forza in modo tale da saper mettere in atto gli strumenti e le misure più adeguati. Sarà loro compito sfruttare al massimo tutte le opportunità che sono in gran parte già presenti e che potranno sicuramente essere ulteriormente migliorate attraverso la collaborazione tra le istituzioni comunitarie, nazionali e regionali. A conclusione del suo intervento, la Commissaria ha affermato che è necessario essere ottimisti, perché grazie al dialogo iniziato le Regioni di montagna ricopriranno un ruolo attivo e avranno certamente uno spazio importante nella discussione sul futuro della Politica Agricola Comune dopo il 2013.

«Dalla scorsa primavera – rileva Giuseppe Isabellon, Assessore all’agricoltura e risorse naturali della Valle d’Aosta – il futuro dell’agricoltura di montagna dopo il 2013, anno di conclusione dell’attuale Programma di Sviluppo Rurale, è stato oggetto di un’ampia riflessione, iniziata con un primo seminario internazionale tenutosi a Bruxelles nel mese di marzo e proseguita al Forum internazionale di Garmisch-Partenkirchen del luglio scorso. L’incontro dei giorni scorsi ad Alpbach – prosegue Isabellon – è stata la terza importante occasione di dialogo e confronto tra le Regioni di montagna, strettamente legate tra loro da problematiche e preoccupazioni comuni. Come si sa l’unione fa la forza, ed è proprio sulla coesione che contiamo, affinché la voce dei popoli di montagna possa arrivare chiara e forte a sostegno di un mondo e di un territorio che per loro natura sono estremamente delicati.»

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