Emilia Romagna: rilancio del turismo

 

Una vera e propria boccata d’ossigeno per il turismo dell’Emilia Romagna: lo scorso 29 giugno il Comitato di concertazione turistica regionale ha dato il via libera all’utilizzo di oltre 14 milioni di euro di fondi e definito alcune linee di indirizzo per lo sviluppo turistico regionale del prossimo futuro.

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Foto: Wikipedia

Tre le strategie fondamentali con le quali, a partire da settembre, questo organismo collegiale formato dai soggetti istituzionali e rappresentativi (pubblici e privati) del settore turistico dell’Emilia Romagna, conta di ridare impulso al settore turistico.

In primo luogo verranno ricavati nuovi fondi, da reinvestire poi nel settore turistico.
3,5 milioni di euro verranno resi disponibili grazie ad una manovra di assestamento del bilancio regionale e verranno dirottati al finanziamento della legge 40, con cui la Regione sostiene gli investimenti delle imprese turistiche.
Altri 9 milioni di euro verranno resi disponibili dalla legge 296 del 2006 per l’innovazione delle strutture ricettive all’interno della filiera commerciale.
Due milioni di euro verranno infine destinati alle Apt regionali per progetti di marketing e di promozione turistica del territorio.

In seconda battuta si cercheranno di semplificare i procedimenti per la promozione e commercializzazione dei prodotti. L’obiettivo è ridurre l’Iva al 4% (dall’attuale 20%), in modo da ricavare un “tesoretto” da reinvestire successivamente nelle attività di promozione e marketing territoriale attraverso le “Unioni di prodotto”, aggregazioni di soggetti istituzionali pubblici (quali Enti locali e Camere di Commercio) e di soggetti privati (in particolare aggregazioni di imprese) interessati allo sviluppo e all’offerta dei quattro grandi comparti turistici della Regione Emilia-Romagna: la Costa, le Terme, l’Appennino, le Città d’Arte-Cultura-Affari.

Il Comitato ha infine individuato come improcrastinabili alcune esigenze fondamentali:
– stimolare l’approvazione di leggi nazionali che incentivino e sviluppino il turismo, in quanto comparto strategico dell’intera economia nazionale;
migliorare l’accesso alle zone turistiche attraverso un’indispensabile aggregazione del sistema aeroportuale;
– predisporre dei programmi di monitoraggio e valutazione in merito ai risultati dei piani di promozione del territorio attivi sia a livello nazionale che a livello internazionale, in modo da verificare l’efficacia o predisporne la modificazione in caso di insuccesso.

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