Dolomiti bellunesi: il miele è DOP

 

Probabilmente l’ “Apis mellifera” non festeggerà, ma il frutto del suo lavoro potrebbe, entro sei mesi, ottenere il riconoscimento di Denominazione di Origine Protetta. Stiamo parlando del “Miele delle Dolomiti Bellunesi” e della razza (incrocio naturale tre le razze Ligustica e Carnica) di api che lo produce.

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Foto: dalla rete

Se l’iter burocratico dovesse andare a buon fine, la futura DOP sarà proposta nelle tipologie Millefiori, Acacia, Tiglio, di Castagno, Rododendro e Tarassaco.
Il condizionale è d’obbligo: tra la dichiarazione di parere positivo della Commissione Europea, la conseguente pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE (avvenuta lo scorso 8 luglio) e la formalizzazione dello status di DOP, infatti, intercorre un periodo di sei mesi durante il quale possono essere sollevate obiezioni riguardo al prezioso riconoscimento.
Ben consapevoli della qualità del prodotto e del lavoro degli apicoltori delle Dolomiti bellunesi, da qualche anno dichiarate “Patrimonio dell’Umanità”, istituzioni e produttori locali sono fiduciosi circa l’esito positivo dell’iter di riconoscimento.

L’iscrizione del miele delle Dolomiti bellunesi nell’elenco delle denominazioni tutelate e valorizzate a livello mondiale contribuirebbe a ridare impulso all’economia locale e costituirebbe un ulteriore motivo di orgoglio per il settore enogastronomico veneto, garantendone ulteriore visibilità e successo.
Con il miele delle Dolomiti bellunesi sarebbero infatti ben 34 i prodotti veneti DOP (25 DOC e 8 DOCG) tra gli oltre 370 prodotti tipici regionali, dati che fanno del Veneto la prima regione in Italia e tra le prime in Europa.

(Federico Beltrami)

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