Aree montane: zone franche?

 

Una legge che riconosca agevolazioni fiscali ed economiche alle imprese insediate in province alpine e di frontiera, nell’obbiettivo di creare nuova occupazione e un maggior benessere economico e sociale. E’ quanto ha chiesto Massimo Nobili, presidente della provincia del Verbano Cusio Ossola, in una recente lettera indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Ministri per lo Sviluppo Economico e la Semplificazione Normativa, ai Parlamentari locali, alla Presidente della Regione ed al Prefetto del Verbano Cusio Ossola, su mandato del consiglio provinciale.

L’istituzione di vere e proprie “zone franche montane” consentirebbe di compensare il deficit concorrenziale di cui soffrono storicamente le imprese che insistono sul territorio montano. Le aree montane presentano infatti delle difficoltà intrinseche per chiunque voglia avviare un’attività imprenditoriale e per gli stessi cittadini che le popolano.
A queste difficoltà vanno sommate quelle comuni alle zone che confinano con aree di stati economicamente più forti.
Il provvedimento, sostiene il presidente Nobili all’interno della lettera, costituirebbe un efficace “strumento per contrastare i fenomeni di degrado del tessuto socio-economico, attirare nuovi capitali e sostenere le imprese esistenti, con importanti benefici in termini di occupazione e di benessere collettivo”.
Nello specifico, lo status di zona franca montana concederebbe alle imprese insediate in queste aree agevolazioni fiscali, come l’esenzione (nei primi anni di servizio) e le riduzioni (negli anni successivi) delle imposte sui redditi, dell’imposta regionale sulle attività produttive e dell’ICI, oltre all’esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente.

Oltre alla provincia del Verbano Cusio Ossola, zona tipicamente montana confinante con la Svizzera, rivendicano il diritto all’eventuale istituzione di una zona franca montana le province di Sondrio, confinante anch’essa con la Confederazione Elvetica, e di Belluno, confinante con l’Austria.

Le proposte della lettera sono contenute all’interno di un disegno di legge parlamentare presentato lo scorso 11 Febbraio in Senato ed in attesa di approvazione.
Il dibattito, dunque, è appena cominciato.

(Federico Beltrami)

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