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Fin dall'antichità il legno è stato un materiale fondamentale per lo sviluppo della civiltà. Prezioso combustibile prima e principale elemento per la realizzazione di ripari sempre più evoluti poi, questo elemento naturale è oggi l'oggetto di due progetti con i quali la Regione Emila Romagna conta di rilanciare l'intero comparto montano parmense.
 Foto: dalla rete
Puntando sull'ammodernamento della filiera del legno e su di una maggiore sinergia tra i vari soggetti che la compongono, la Regione è infatti convinta di poter raggiungere alcuni preziosi obiettivi: creare nuove fonti reddito e nuovi posti di lavoro, valorizzare le risorse locali, ridurre le emissioni di CO2 e riconsegnare la fase di commercializzazione nelle mani delle aziende locali , facendo della filiera del legno parmense un vero e proprio settore traino dell'intera economia montana locale.
Il via libera ai due progetti, i cui oltre 3 milioni di fondi verranno finanziati in buona parte dal Programma di Sviluppo Rurale, è arrivato con la definizione della graduatoria dei progetti di filiera che potranno beneficiare delle sovvenzioni.
Il primo progetto, denominato “Progetto di Filiera 10”, è stato promosso dal Consorzio delle Comunalie Parmensi e coinvolge i comuni di Albareto, Tornolo e Borgotaro, cinque imprenditori agro-forestali proprietari di boschi e sette imprese di trasformazione e commercializzazione (tra beneficiarie dirette ed indirette dei fondi). "Filiera 10” si basa sul rafforzamento dell'integrazione-sinergia tra i soggetti che compongono la filiera e sul miglioramento dei processi che la caratterizzano: dall'esbosco-stoccaggio alla lavorazione, trasformazione e commercializzazione del legno, l'intera filiera vedrà migliorata la propria produttività. I proprietari forestali potranno infatti realizzare miglioramenti boschivi (adeguamento viabilità, ecc...) mentre le imprese di trasformazione-commercializzazione potranno migliorare il loro parco macchine, garantendo una maggiore efficienza nei processi di esbosco, stoccaggio, lavorazione, ecc... I materiali non destinati al settore della legna da ardere e da lavoro verranno poi dirottati alla la produzione di biomasse. L'ammontare complessivo dei fondi per il “Progetto di Filiera 10” è pari ad 1 milione e 270mila euro, dei quali ben 729mila coperti dal Piano di Sviluppo Rurale.
Il secondo progetto, denominato “Progetto di Filiera 41”, è stato promosso dal Consorzio volontario Forestale Monte Fuso e coinvolge 19 produttori agro-forestali, un’impresa di trasformazione ed un’impresa di commercializzazione. "Filiera 41” punta ad ottimizzare i vari processi della filiera del legno ed a sfruttarne gli scarti in fase di lavorazione. Una volta che le aziende forestali avranno fornito il legname all'impresa di trasformazione e che questa avrà trasformato il materiale grezzo in travi ed assi da lavorare o commercializzare direttamente, metà del cippato (il materiale di scarto della lavorazione, preziosa fonte di energia rinnovabile) prodotto verrà riutilizzato dalla stessa azienda, mentre l'altra metà verrà venduta sul mercato. Altra legna di scarto verrà recuperata in fase di esbosco dal Consorzio Volontario Forestale del Monte Fuso, uno dei produttori di base, che provvederà poi ad immetterla sul mercato come legna da ardere. Una parte del milione e 787mila euro di fondi, 900mila dei quali co-finanziati dal Piano di Sviluppo Rurale, verrà poi investita in percorsi di formazione e consulenza aziendale finalizzati all'apprendimento di nuove conoscenze in materia di sicurezza sul lavoro e di tecniche di esbosco innovativo.
Con l'approvazione dei due progetti la zona del Parmense si dimostra molto attiva nel settore del legno e delle biomasse. In precedenza la Provincia di Parma aveva infatti avviato e finanziato la realizzazione di impianti pubblici per la produzione di energia da biomassa locale ed altri progetti finalizzati a stimolare la domanda di biomassa legnosa per scopi energetici, in un’ottica di filiera corta e locale.
(Federico Beltrami)
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