Sardegna: museo della montagna

 

A 800 metri sopra il mare, Aritzo è fatto di case in pietra scistosa con lunghi balconi in ferro battuto. I monti circostanti sono ricoperti di lecci, roverelle e castagni.

Per cinque secoli è stato il fornitore ufficiale di neve di tutta l’isola e del palazzo reale di Cagliari. Dal fisco spagnolo aveva infatti ottenuto il monopolio della raccolta della neve, una vera e propria industria.

Il comune di Aritzo ha deciso di fondare qui un Museo della montagna, che ricostruisce con grande accuratezza gli ambienti tipici della civiltà contadina e silvo-pastorale degli inizi del secolo. Troviamo esposti gli attrezzi del boscaiolo, del contadino, del falegname intagliatore, del pastore, del fabbro e del bottaio, ma anche gli oggetti inerenti alle attività di tessitura, e quelli realtivi alla sfera magico-religiosa. Antiche cassapanche adibite alla conservazione del pane, della bianchieria, del grano e delle castagne note comunemente come “casse di Aritzo” o “barbaricine”.

Uno dei settori più originali del museo riguarda la produzione di “carapigna”, sorbetto al limone che un tempo veniva confezionato con la neve raccolta sui monti e custodita nelle “neviere”, fosse profonde ricoperte di arbusti e paglia. La visita al museo comprende nel prezzo anche un servizio di accompagnamento con guide, esiste un percorso didattico per bambini.

Il Gennargentu rappresenta il più vasto complesso montano della sardegna, alcune vette raggiungono i 1800 (Bruncu Spina e Punta La Marmora), 1700 metri (Punta Paulinu). Al corpo centrale del massiccio si legano i monti circostanti della Barbagia.

Roberta Folatti

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