Prime tintarelle in quota

Cosa c’è di meglio che sciare baciati dal sole? Tutto ok ma siate prudenti. I raggi ultravioletti nascondono un insidia per la salute, meglio correre ai ripari, l’ozono non è più sufficiente a fare da barriera.

Se “Vent’anni fa una persona con carnagione chiara che si esponeva al sole senza protezione impiegava dalle 6 alle 8 ore per sviluppare un intenso eritema, oggi avviene al massimo in due ore soltanto”, parola del dottor Matteo Cagnoni, dermatologo e direttore dell’Irdeg (l’Istituto di ricerca e cura dermatologia globale) che ha coniato lo slogan “Solo-Sole-Sicuro”.

L’italico paese del sole vanta il triste primato di “tanoressici”, vale a dire soggetti dipendenti dall’abbronzatura, una disturbo compulsivo che secondo un recente sondaggio, colpisce 6 italiani su 10.

Attenzione a non confondere l’esposizione ai raggi nocivi con quella alla luce diretta, con un cielo coperto passano il 90% dei raggi ultravioletti. Guardatevi anche dai riflessi la sabbia ad esempio oppure la neve (che è l’elemento che riflette più ultravioletti, l’80%). perciò se siete in montagna con la neve e un bel sole non dimenticate la protezione solare, fattore massimo anche se sentite freddo.

Buona salute.

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