Val Gardena in parapendio

L’Alpe di Siusi, Castelrotto, Santa Cristina… Abbracciare tutta la Val Gardena e le più belle cime delle Domiti con uno sguardo e una visuale unica. Lanciandosi con il parapendio. Si può, basta trovare il coraggio. L’appuntamento è in cima all’Alpe, proprio accanto alla punta dello Sciliar. Basta chiedere agli uffici del turismo locali: da quelle punte si gettano i più bravi maestri parapendio, che si allenano tutto l’anno per le gare e per portare a spasso tra le nuvole i turisti. Si prende appuntamento con uno di loro e si attende che le condizioni meteo siano ottimali per lanciarsi. Non occorre aver preso lezioni o brevetti, basta affidarsi all’insegnante e il gioco è fatto.

Si consigliano guanti e occhiali da sole e un abbigliamento adeguato a seconda della stagione (sì, ci si può buttare nel vuoto sia d’estate che d’inverno), il resto lo porta il maestro. Vi farà infilare in una tuta da sci (estensibile, taglia unica), vi piazzerà sulle spalle uno zainetto speciale che vi farà da selluno una volta in volo, vi aggancerà con moschettoni vari e vi legherà stretti a lui, davanti a lui. Dietro di voi, la vela sarà ben distesa sul prato. Davanti a voi solo un pezzetto di terra per prendere velocità e poi il vuoto. Al suo via dovrete correre più veloci che potete. All’inizio, mentre la vela si solleva, vi sembrerà di stare fermi, poi vincerete la resistenza e in un paio di secondi sarete già nel cielo. Le correnti ascensionali calde vi faranno salire e volteggiare e da lassù potrete ammirare un paesaggio meraviglioso. Ma soprattutto vivrete un’emozione davvero unica, quella del volo in tutta sicurezza.

Da consigliare a chiunque ami le Dolomiti e abbia voglia di mettere alla prova il proprio coraggio. I più arditi possono portarsi la macchina fotografica. Tanto fa tutto il maestro, voi dovete solo godervi la visuale mozzafiato. E se troverete il coraggio di staccare le mani dalle cordicelle (atnto siete sostenuti da un sellino) scatterete delle fotografie da fare invidia al National Geographic.

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