Liguria: il Principato immaginario

 

Tutto risale a quando i monaci benedettini di Lerino, nel 900 e qualcosa, acquistarono il territorio di questo feudo dal conte di Ventimiglia e ne diventarono principi.

Oggi i cittadini di Seborga eleggono un Principe che governa con un Consiglio di quindici ministri. Il Principato conia una moneta, il Luigino, che può essere utilizzata sul territorio “nazionale”. Il comune di Seborga ha 2000 residenti (rappresentanti diverse nazionalità come francese, tedesca, canadese, marocchina, bulgara, caraibica), dei quali 360 circa sono i discendenti dei Crociati europei del Medioevo facenti capo a 17 famiglie di Priori.

Parallelamente a ciò, Seborga è parte della Repubblica Italiana e i cittadini votano per il sindaco, i consiglieri provinciali, regionali ecc. Ma questa particolarità, questa sorta di schizofrenia, questo desiderio di indipendenza fanno parte del fascino del luogo.

Situato a 515 metri d’altezza, caratterizzato da un intrico di stradine pavimentate con archi in pietra grezza, Seborga vive principalmente di floricoltura, esportando in tutto il mondo mimose, ginestre, rami di eucaliptus e fogliame ornamentale. La Direzione del turismo di Seborga rilascia un passaporto turistico, cosi’ come adesivi, bandiere, libri ed altri souvenirs turismo@seborga.net per informazioni.

Il borgo è una splendida terrazza per ammirare il panorama della costa ligure e francese, Bordighera, Ventimiglia, la costa di Mentone, il Principato di Monaco, Nizza, Antibes, Cannes e le sue isole fino a Saint-Tropez e verso Tolone. E come sfondo retrostante il paese, si ergono le cime innevate delle Alpi Marittime. Esiste anche un’Orchestra da camera del Principato, nata nel 1998 sotto l’egida di Giorgio 1° di Seborga: essa ha il compito di far conoscere  al mondo, tramite i suoi concerti, tradizione e cultura del Paese.

Roberta Folatti

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