Il rifugio del domani

Si chiama Alpine Capsule ed è esattamente quel che dice di essere: una capsula da piazzare tra le cime. Un’alternativa al rifugio di pietre e legno, una struttura avveniristica progettata per accogliere l’essere umano anche cima alle vette più alte, anche con le condizioni atmosferiche più avverse.

Da lontano sembra una gigantesca coccia di mercurio, in realtà è un piccolo ovetto lucido e riflettente che sarà installato nei prossimi mesi, all’inizio del 2010, a Piz La Ila, in Alta Badia, a oltre duemila metri di altitudine.

Il progetto è stato realizzato dal designer gallese Ross Lovegrove ed è perfettamente ecocompatibile. La capsula, 8 metri di diametro, è dotata di pannelli solari, turbine eoliche ed è perfettamente isolata. Certo lo spazio all’interno non è grandioso, ma quale rifugio alpino offre al singolo ospite tanti metri cubi d’aria? La capsula è comunque divisa in tre aree: zona notte, giorno e spazio contemplazione. Ci si entra al massimo in due e trascorrere una notte così, circondati solo da cime e natura dev’essere davvero romantico. Specialmente d’inverno, con la luna che rischiara la neve e tutto il paesaggio intorno.

L’involucro esterno riflette il paesaggio circostante ed è per questo che si considera bassissimo l’impatto ambientale di questa piccola capsula. A occhio nudo e da distanza sarà quasi impossibile notarla. La capsula, appena sarà inaugurata, sarà disponibile per brevi soggiorni. Immersi nella natura, con le Dolomiti e una vista a 360 gradi sulle cime più belle d’Italia. Un’esperienza unica che, ne siamo certi, in molto vorranno provare.

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