Il cinghiale, una coabitazione difficile

– capo piuttosto grosso a forma subconica ed allungata da cui sporgono due zanne allungate,
– occhi piccoli e disposti lateralmente,
– collo breve e massiccio,
– tronco allungato, più sviluppato in altezza che in larghezza,
– zampe corte,
– corpo ricoperto da setole, di colore scuro, più lunghe sul dorso e sul collo.
– lunghezza dalla testa all’attaccatura della coda 110 – 155 cm,
– lunghezza della coda 15 – 20 cm,
– altezza alla spalla 90 cm, peso: maschio 50 – 175 kg, femmina 35 – 150 kg.

Ecco l’identikit di un vicino di casa un pò troppo invadente…il cinghiale

Il cinghiale è un animale prevalentemente notturno, trascorre il giorno riposando in zone appartate, calde e soleggiate, quando ne ha possibilità, ama rotolarsi nel fango per combattere caldo e parassiti, mentre in inverno vive in tane scavate nel terreno ed imbottite di sostanze di origine vegetale.

L’alimentazione è molto varia: si nutre prevalentemente di ghiande, faggiole, e di una grande varietà di felci erbe e funghi, ma spesso completano il suo menù cibi di origine animale: carogne di animali, roditori, uova e piccoli di uccelli nonchè lucertole, serpenti, e tutte le varietà possibili di insetti.

La sua presenza sta di fatto creando grossi squilibri ecologici, infatti sembra che a questa specie si debba attribuire la progressiva rarefazione delle specie di uccelli nidificanti a terra, di varie specie di rettili e di coleotteri rari.
Oltre a quello che divora, la sua modalità di ricerca tramite scavazione del suolo crea inoltre danni molto gravi alla agricoltura in generale.

Le regioni italiane stanno progressivamente reagendo per salvaguardare il territorio: ultimo esempio in tal senso è una delibera della regione Marche che prevede l’abbattimento selettivo dal 15 febbraio al 31 marzo 2010. La motivazione di tale drastica provvedimento è spiegata dai numeri che la regione segnala: la specie arreca da sola l’80 per cento dei danni all’agricoltura e il 40 per cento degli incidenti stradali, dove tale impennata è determinata anche da una non corretta metodologia del prelievo venatorio applicato.
E così a pochi giorni dalla chiusura della caccia, nonostante che il calendario venatorio 2009/2010 abbia autorizzato ulteriori sei giornate di caccia al cinghiale, continuano a pervenire, segnalazioni di danni e in tal senso il provvedimento di abbatimenti ulteriori.
Il timore è di non riuscire a contenere il fenomeno prima dell’imminente arrivo della stagione produttiva agricola: epoca in cui si manifestano maggiormente i danni determinati dagli ungulati alle coltivazioni e alla circolazione stradale.

Tempi duri per il nostro amico/nemico cinghiale…

(Claudio Beltrami)

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