Alto Adige: parassita tutela la flora

 

Altro che crisi economica: in Alto Adige il vero spauracchio si chiama “cinipide del castagno”, una vespa che sta decimando i castagni della Val d’Adige.
L’insetto, la cui presenza è stata riscontrata per la prima volta nel maggio del 2008 nelle piantagioni di Terlano, è in grado di pregiudicare fino al 70% del raccolto.


Foto: Wikipedia

In un primo momento, spiega Kornad Mair del Servizio Fitosanitario provinciale, si era deciso per la distruzione delle parti della pianta colpite dall’insetto. In questo modo si era riusciti prima a limitare la diffusione e poi a debellare il fenomeno dai castagni di Terlano.
L’anno dopo, però, si è verificato un attacco ancora più forte ed esteso (interessati i castagni di Merano, Tirolo, Andriano, Appiano, Varna e Aica), tale da rendere insufficienti le misure precedentemente adottate.

Gli agricoltori e le autorità altoatesine hanno dunque chiesto aiuto agli esperti dell’Università di Torino, siglando un progetto di collaborazione triennale che mira a debellare e sconfiggere l’attacco del cinipide.

L’arma principale attraverso la quale i ricercatori contano di vincere la loro personalissima battaglia si chiama “Torymus sinensis” ed è un insetto parassitoide di origini cinesi.
Il parassita, adattatosi al clima europeo, ha infatti dimostrato di essere un prezioso alleato degli agricoltori, riducendo sensibilmente l’incidenza delle aggressioni del cinipide attraverso un espediente molto semplice: nutrirsi delle uova della piccola vespa.
I primi esemplari di Toryums sono stati impiantati lo scorso giovedì 29 aprile dai ricercatori dell’Università di Torino in uno dei boschi maggiormente colpiti dall’attacco del cinipide, in località Aica.

Nel frattempo, come suggerito dagli stessi esperti, continueranno le attività di monitoraggio e vigilanza sulle piantagioni, in modo da interrompere sul nascere qualsiasi possibile ulteriore focolaio di diffusione della piccola ma pericolosa vespa.

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