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E' giunto a conclusione il progetto “Viaggio-Esperienza ITER” in cui otto ragazzi, tre francesi e 5 giovani italiani, hanno percorso per cinque giorni i territori tra la Valle D'Aosta e Haut Chablais per valutare in prima persona le reti di trasporto pubblico nella vallate italiane e francesi. Foto: voyage-experience ITER - Fondation Grand Paradis
Questa avventura “on the road” non prevedeva un itinerario prestabilito. Il gruppetto di giovani – composto da Hugo Viallet, Amélie Soeiro, Arnaud Strappe, Claudia Malatesta, Kiwani Dolean, Sylvie Charbonnier, Michael Lavacca e André Navillod - hanno quindi valutato di volta in volta quale potesse essere il percorso ottimale sulla base dei trasporti e degli orari disponibili. Sono quindi partiti Da Thonon-les-Bains, si sono diretti a Chatel nella Vallée de l’Abondance, per poi proseguire verso Bellevaux, Annemasse, Chamonix e raggiungere il versante italiano attraverso il tunnel del Monte Bianco, arrivando a Courmayeur. Da Pré-Saint-Didier sono giunti ad Aosta in treno, proseguendo in seguito verso la Valle di Rhêmes e quella di Cogne. Destinazione finale: Villeneuve, alle porte del Gran Paradiso.
Grazie a interviste, sondaggi collettivi, reportage fotografici e riprese video hanno potuto testare e valutare oggettivamente l’efficienza di autobus e treni, e scoprire le opinioni di abitanti, utilizzatori dei mezzi, autisti e gestori delle società di trasporto. Le valutazioni e le prime impressioni dei giovani sono state le seguenti: «Ci sono stati un po’ di imprevisti: in alcune occasioni, abbiamo incontrato difficoltà nel reperire le informazioni sugli spostamenti, e siamo stati costretti a fare alcuni cambiamenti dell’ultimo momento sulla tabella di marcia, per adeguarci agli orari di passaggio degli autobus. Tutto sommato, è andata bene: il livello del servizio è buono, anche se probabilmente ci vorrebbero alcune corse in più soprattutto sul versante italiano, contribuendo così alla valorizzazione del Parco e della mobilità sostenibile».
Ora, i partecipanti avranno un mese di tempo per mettere in piedi un’esposizione itinerante, con l’obiettivo di comunicare al pubblico i risultati del viaggio. «Realizzeremo materiale video, pannelli fotografici e una cronaca giornalistica dell’esperienza – descrivono i partecipanti – Il materiale che abbiamo raccolto è piuttosto abbondante: cercheremo di collaborare il più possibile per la buona riuscita del progetto. Parecchie notizie e foto sono già presenti sulla pagina facebook “Voyage-Expérience ITER”».
(2 maggio 2012)
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