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Nenache le miti tartarughe possono stare del tutto tranquille, capita che i loro padroni, magari vedendole troppo cresciute, le abbandonino in laghi e fiumi, come se fossero attrezzate per affronatare climi e habitat che non sono i loro.
 Foto: Wikipedia
Il Centro ittiogenico di Sant’Arcangelo (Magione), di proprietà della Provincia di Perugia, è il primo centro pubblico di recupero per la fauna selvatica che ospiti questo animale esotico, originario degli Stati Uniti.
“E’ frequente che si tengano giovani tartarughe acquatiche di varie specie come animali da compagnia – riferisce l’esperto ittiologo della Provincia Mauro Natali - ma spesso l’acquirente non si rende conto della taglia che raggiungono in pochi anni, se allevate correttamente, e dei problemi che ne possono derivare”. Così spesso i poveri animali vengono repentinamente abbandonati. L’impegno della Provincia di Perugia, attraverso il personale del Centro ittiogenico, nel prelevare e custodire gli esemplari abbandonati, va avanti da alcuni anni e viene svolto in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato.
“Da una attività iniziata quasi casualmente – racconta ancora Natali - dopo il rinvenimento di alcune tartarughe nel lago Trasimeno, ci si è resi conto che con un minimo impegno, si poteva rendere un servizio importante, perché oltre alla tutela di questi animali si garantiva la salvaguardia degli ambienti naturali dalla sempre negativa introduzione di specie esotiche”. Le tartarughe del Centro vivono in una grande vasca all’aperto nei mesi estivi ed in inverno in una apposita vasca all’interno di una camera coibentata dove, grazie ad un impianto di filtraggio e riciclaggio dell’acqua e ad apposite lampade a raggi infrarossi per il riscaldamento, trascorrono i mesi più freddi. Sono inoltre soggette ad una assistenza veterinaria specializzata periodica per la cura di quelle che inevitabilmente si ammalano o arrivano al Centro con traumi di vario tipo.
(10 settembre 2010) |