Valtellina: frana sul turismo bianco

 

La frana abbattutasi il 25 Gennaio sulla statale 36 del lago di Como e dello Spluga ha inferto un duro colpo al turismo sciistico della Valtellina, che pure le statistiche davano già in calo. Questa flessione ha interessato soprattutto i turisti provenienti dalla pianura.

I motivi sono da rintracciare prevalentemente nella viabilità: tra camion, smottamenti, frane e nevicate i tempi di percorrenza tra Milano e Tirano, snodo cruciale per raggiungere le località sciistiche valtellinesi, vanno da un minimo di 2 e mezzo ad un massimo di 5 ore.
La frana dello scorso 25 Gennaio, che ha interessato la statale 36, una superstrada che costeggia il lago di Como sino all’imboccatura della Valtellina e che pure aveva accorciato i tempi di percorrenza degli sciatori milanesi, ha messo fuori causa la galleria del Monte Piazzo, costringendo le auto al senso unico alternato e provocando ulteriori ripercussioni in termini di traffico.
Il Venerdì ed il Sabato, per facilitare il flusso di auto provenienti da Milano, la canna non interessata dalle attività di cantiere sarà riservata al traffico verso la Valtellina, mentre il traffico in direzione opposta sarà dirottato sulla vecchia provinciale 72. La Domenica, per facilitare il ritorno dei turisti della pianura, sarà adottata la misura opposta.
Nonostante questi provvedimenti, la durata dei lavori di manutenzione e consolidamento del tratto, stimata in 720 giorni, rischia di far ripiombare il turismo della valle a quello di 20 anni fa, quando l’unico collegamento con Milano era garantito dalla provinciale che da Lecco portava a Colico e da qui proseguiva in Valtellina.

Le soluzioni alternative per i fedelissimi delle località valtellinesi che non vogliono rischiare di rimanere incolonnati lungo questo tratto di strada sono, al momento, tre:
 – raggiungere Tirano via treno, e da lì proseguire per le varie località sciistiche attraverso le navette o attraverso la ferrovia retica del Bernina, questa sì esempio di efficienza e di successo (chiedere agli abitanti di Livigno). L’ideale sarebbe prolungare il tratto ferroviario fino a Bormio, ma il progetto è ancora sulla carta;
 – raggiungere la Valtellina da Como, attraverso la Valeriana ed evitando in questo modo lo snodo di Colico;
 – raggiungere la Valtellina da sud-est, attraverso il passo dell’Aprica, preventivando però tutti i possibili disagi legati al transito su di una strada di montagna (ma almeno senza autocarri).

Non va meglio ai colleghi della Valcamonica.
Per raggiungere Ponte di Legno ed il Passo del Tonale i milanesi devono mettere in conto, mediamente, due ore e mezza-tre ore di viaggio, a causa del lungo tratto di viabilità ordinaria che, in attesa della realizzazione del tratto veloce tra Capo di Ponte e Codegolo, rimane l’unico collegamento tra la valle e la superstrada che costeggia il lago d’Iseo.

Meno colpite le località Valsassinesi del Pian delle Betulle e dei Piani di Bobbio, le quali, oltre che della maggiore vicinanza dalla zona del Milanese, traggono i benefici della nuova variante veloce della Lecco-Ballabio, preziosa alternativa in caso di disagi sulla già citata statale 36.

Sembrano dunque necessarie nuove iniziative da parte delle autorità delle zone montane lombarde, che permettano di riconquistare quei turisti della neve (in gran parte milanesi) che, sempre più spesso, dimostrano di preferire a queste zone le località piemontesi e valdostane, divenute più convenienti in termini di tempi di viaggio e di comodità della tratta.

(Federico Beltrami)

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