Sport invernali: il codice della neve

 

Nuove norme restrittive e sanzioni severe per chi non le rispetta. E’ quanto prevede il “codice della neve” proposto dal Ministro del Turismo Michela Brambilla, parte di un piano più ampio relativo alla ridefinizione legislativa dell’ambito montano ed alla riorganizzazione delle relative professioni.

La proposta nasce dalla volontà di definire, una volta per tutte, un unico codice normativo degli sport invernali, che valga per tutti ed in tutta Italia. Verrà discussa ed elaborata a partire da Martedì 10 Marzo, tramite un tavolo tecnico a cui prenderanno parte gli operatori, le associazioni, le Regioni e le comunità montane. Essa si concentrerà su alcuni punti fondamentali:
 – divieto di discese fuoripista in situazioni meteorologiche difficili o, anche con condizioni meteo favorevoli, in assenza di una guida alpina
 – individuazione di aree ad utilizzo esclusivo di bambini e principianti, con sanzioni nei confronti degli sciatori esperti che le “violano”
 – obbligo di mantenere comportamenti non pericolosi per tutti gli sciatori e snowboardisti
Il tavolo discuterà anche della proposta di carcere per chi provoca valanghe con morti e feriti e della sanzione pecuniaria (5000 euro) per sciatori ed escursionisti che si muovono in giorni “sconsigliati” dai bollettini meteo e valanghe, proposta recentemente dibattuta in Senato.

Il progetto è diretta espressione della volontà di maggiore regolamentazione dell’ambito montano dimostrata dal governo.
Recentemente, infatti, il consiglio dei ministri ha approvato una proposta di legge riguardante la riorganizzazione delle professioni montane, ora all’esame del parlamento. Il disegno introduce nuove categorie professionali, tipiche dell’ambito alpino-montano: il maestro di arrampicata, che opererà prettamente su terreni rocciosi, il maestro di tecniche alpinistiche, l’accompagnatore in ascensioni su roccia, neve e ghiaccio, l’accompagnatore in escursione montane, la guida alpina, la guida a cavallo, la guida sotterranea, l’ accompagnatore di media montagna e la guida vulcanologica.  I suddetti operatori dovranno inoltre rispettare un codice deontologico e assicurare il loro costante aggiornamento.
Si cerca in questo modo di garantire la presenza di operatori ugualmente preparati nelle varie zone d’ Italia, anche se le entità preposte ad istituire i corsi rimarranno le Regioni.

(Federico Beltrami)

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