Lombardia: nuovi fondi per i rifugi

 

Tre milioni di euro nei prossimi 3 anni per la ristrutturazione dei rifugi, la relativa messa in sicurezza nonché per la manutenzione dei sentieri di montagna. È quanto prevede la nuova legge recentemente approvata (28 gennaio 2010) dalla commissione “attività produttive” del consiglio regionale lombardo, che regolamenta l’utilizzo e la funzione degli oltre 150 rifugi presenti sulle aree montane regionali.

Per beneficiare dei finanziamenti i rifugi dovranno iscriversi ad un vero e proprio albo regionale. Questo albo individua e distingue due categorie di rifugi: i rifugi “alpini”, situati sopra ai 1000 metri di quota, non raggiungibili tramite strade aperte al traffico ordinario e distanti da linee funiviarie almeno 1500 metri lineari o 150 metri di dislivello (ad esclusione delle sciovie) ed i rifugi “escursionistici”, situati sopra ai 700 metri di quota ed accessibili attraverso strade aperte al traffico ordinario.

Per essere ammessi all’interno dell’albo e poter dunque beneficiare degli stanziamenti previsti, i rifugi dovranno adeguarsi, entro 5 anni, alle normative ed alle regole indicate nel provvedimento. In particolare, entrambe le tipologie di rifugio dovranno:
 – presentare impianti elettrici e di riscaldamento conformi alla normativa vigente;
 – predisporre adeguati sistemi di prevenzione incendi e porte d’esodo con apertura anche verso l’interno;
 – disporre di un locale ristoro utilizzabile dagli escursionisti anche per il consumo di alimenti e bevande proprie;
 – disporre di acqua potabile;
 – essere munite di una cassetta di primo soccorso fornita della dotazione minima indicata nella legge per le aziende di gruppo B;
 – essere dotate di almeno una camera accessibile ai disabili, un w.c. con lavandino ogni 50 metri quadrati di superficie e ogni 25 posti letto, almeno una doccia.

Sulle misure (altezza e superficie) e sui requisiti strutturali dei locali interni al rifugio, i rifugi escursionistici dovranno rispettare criteri più restrittivi rispetto a quelli alpinistici. I rifugi con apertura non continuativa dovranno inoltre dotarsi di un locale con funzioni di bivacco, sempre aperto ed accessibile dall’esterno.
Su suggerimento dei CAI, è inoltre “raccomandato” che ogni rifugio disponga di una piazzola per l’atterraggio degli elicotteri e che il gestore del rifugio, vincolato ad esercitare l’attività per un minimo di 100 giorni all’anno, si qualifichi come riferimento informativo della zona e, nel caso di incidenti o infortuni, collabori attivamente fornendo disponibilità di locali e attrezzature utili agli interventi di soccorso, ove necessario.

Per i rifugi lombardi, dunque, il contro alla rovescia è cominciato.

(Federico Beltrami)

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