Garfagnana: un terremoto simulato

 

400mila persone sfollate, 200mila case danneggiate, centinaia di vittime. Questo lo scenario apocalittico che potrebbe seguire un terremoto di magnitudo 6,7 nella scala Richter.
Hanno discusso delle misure e dei programmi di intervento in merito ad un’eventuale catastrofe di simili proporzioni nei territori della Garfagnana, i rappresentanti delle prefetture, delle province, di Anci Toscana, del volontariato di protezione civile e del 118 della Toscana.

La riunione, tenutasi a Firenze lo scorso 13 aprile presso la sede del Consiglio regionale, ha avuto il compito di tracciare le linee guida del “Terex 2010”, un’esercitazione internazionale in tema di soccorsi ai terremotati che interesserà le province di Massa Carrara, Pisa, Lucca e Pistoia nel prossimo Novembre.
Come ha illustrato l’ingegner Fabrizio Curcio, direttore generale dell’ufficio gestione emergenze della Protezione civile, l’iniziativa punta ad incrementare il livello di efficacia nella risposta alle grandi catastrofi naturali attraverso la sperimentazione di protocolli di intervento ed azione che riducano i tempi di spiegamento delle squadre di soccorso, che accelerino il processo decisionale a livello centrale e locale e che costituiscano un’opportunità di apprendimento per tutti gli attori coinvolti negli interventi di Protezione Civile che operano in Europa, migliorando il livello di integrazione tra il sistema di protezione civile europeo e quello delle Nazioni Unite.
Oltre ai volontari, ai tecnici, agli esperti ed agli addetti alla protezione civile locale, regionale e nazionale, infatti, parteciperanno all’esercitazione di fine novembre 2010 anche i colleghi della protezione civile francese, austriaca, croata, slovena e russa.

Il progetto, finanziato dall’Unione Europea ed assegnato alla Toscana come riconoscimento per le organizzazioni regionali e locali, coinvolgerà anche la popolazione civile, che sarà tenuta a collaborare una volta ricevute le informazioni e le disposizioni del caso.

Con questa iniziativa la regione Toscana si conferma in prima linea nello studio, nella prevenzione, e nella gestione delle catastrofi naturali.
Particolarmente interessante la collaborazione avviata con la facoltà di fisica ed ingegneria dell’Università di Pisa in merito ad uno studio finalizzato al monitoraggio del radon (un gas radioattivo) nelle falde acquifere della Garfagnana.
Questo studio potrebbe costituire la chiave di volta per decifrare e prevedere catastrofi naturali come i sismi, permettendo così una più efficace prevenzione dei danni ed una più agevole gestione delle situazioni di crisi.

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