Bolzano: piano di difesa dagli orsi

 

Si aggirano nei fitti boschi bolzanini. Spaventano popolazione ed allevatori, ma una maggiore conoscenza aiuta a non temerli troppo… Sono alcuni esemplari di orso bruno, la cui presenza è stata rilevata alcune settimane fa nella zona del Burgraviato.


Foto: Wikipedia

Per prevenire e limitare gli impatti e le spiacevoli conseguenze della presenza dell’animale, sia in riferimento agli allevamenti che in riferimento alla popolazione, lo scorso 7 maggio è stata convocata una commissione ad hoc con il compito di valutare la situazione attuale e stilare un piano di azione a livello provinciale.
Alla riunione di Palazzo Widmann erano presenti rappresentanti dell’Ufficio caccia e pesca, della Ripartizione agricoltura, del Servizio zootecnico, del Bauernbund, della Federazione dei piccoli allevatori, dell’Associazione cacciatori, degli apicoltori, dell’Unione albergatori e del parco nazionale dello Stelvio.

La discussione ha favorito innanzitutto la definizione delle esigenze delle parti interessate, enfatizzando l’importanza di garantire alla popolazione ed agli allevatori un’adeguata e minuziosa informazione sull’ubicazione e sugli spostamenti degli orsi e sulle eventuali contromisure da adoperare in caso di minaccia concreta.

D’altra parte l’esperienza ha evidenziato la bontà di un approccio di questo tipo. Se nel 2008 gli orsi uccisero 41 animali e danneggiarono 33 alveari per un danno economico di circa 13.400 euro, nel 2009, grazie alla campagna informativa presso le fiere specializzate ed all’apprezzatissimo opuscolo “L’orso bruno in Alto Adige”, il bilancio si è ridotto a 11 animali uccisi, 4 alveari danneggiati ed un danno economico (3200 euro circa) pari a meno di un quarto di quello dell’anno precedente.

La commissione ha poi deciso di riunirsi periodicamente a novembre, periodi in cui l’orso va in letargo, e febbraio, appena prima che l’orso riprenda la sua attività. In questo modo sarà possibile vigilare ed all’occorrenza prendere le adeguate misure di contrasto sia nei confronti dell’animale che di altri predatori eventualmente avvistati.

E’ stato infine fatto cenno alla necessità del coordinamento delle attività locali con quelle nazionali, in modo da massimizzare l’efficacia delle azioni di contrasto.

(Federico Beltrami)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *