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Il CAI Lombardia ha espresso la sua contrarietà nell'utilizzo di motoslitte in alta montagna e ha criticato fortemente la proposta di legge 118/2011 che, a detta del Club Alpino, risulterebbe superficiale e sbilanciato in modo inaccettabile a favore degli utilizzatori “per gioco” delle motoslitte.
Foto: dalla rete
Le sezione lombarde del CAI, composte da 91.000 soci, sono concorde nel dichiarare che le motoslitte sono adatte per le grandi distese di neve del nord, questi grandi spazi, il più delle volte privi di strade, necessitano obbligatoriamente di questo mezzo di trasporto.
In ambiti limitati come le nostre Alpi vengono utilizzate principalmente per un uso “sportivo”, causano innanzitutto considerevoli danni ambientali attraverso un rilevante inquinamento atmosferico ed acustico e mettono a rischio la sicurezza di sciatori, escursionisti e ciaspolatori.
Il PDL 118 puntava ad integrare un quadro normativo molto carente in materia, in Italia non esiste infatti una legge nazionale, dovendosi così affidare a ordinanze locali o leggi regionali qualora esistano. Da subito però il Club Alpino ha riscontrato nella proposta non solo l’assenza di qualunque accenno della tutela dell’ambiente montano, ma anche la volontà di prevedere la circolazione di mezzi cingolati su tutti i territori agro-silvo-pastorali innevati, arrivando ad una libero utilizzo delle motoslitte in qualsiasi ambiente montano.
Le sezioni del CAI chiedono che l'utilizzo di questi mezzi “per gioco” sia vincolate a dei percorsi prestabiliti esclusivamente collocati in bassa quota in prossimità di territori antropizzati, come per esempio comprensori sciistici già esistenti. Al di fuori di questi percorsi è favorevole all’autorizzazione dell’uso delle motoslitte solo per gestori di impianti di risalita, per rifugisti, albergatori o proprietari di baite accessibili solo con tali veicoli e, ovviamente, per il personale di soccorso e delle forze dell’ordine.
(30 gennaio 2012)
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