Val d’Orcia: torna l’abete bianco

 

È un albero elegante e prezioso l’Abies Alba, nella fascia appenninica e sul monte Amiata sono rimasti pochi nuclei di questa specie. L’obiettivo principale del progetto Life Plus Natura “Resilfor” – “Ricostituzione di boschi a dominanza di faggio con Abies alba nell’Appennino tosco-marchigiano” è studiare il problema della sua scomparsa.

Le popolazioni di abete bianco di origine autoctona – spiega Piergiuseppe Montini – si sono drasticamente  ridotte in passato a causa dell’intervento dell’uomo e oggi sono minacciate dai cambiamenti climatici e dall’erosione genetica, dovuta all’incrocio con abeti bianchi di provenienza centroeuropea impiantati artificialmente con gli interventi di rimboschimento.
Nel corso del progetto, saranno realizzati interventi selvicolturali,  studi genetici sulle popolazioni di Abies alba e azioni collaterali per favorire la diffusione del tasso oltre che di specie animali tipiche delle foreste vetuste

Il progetto è presentato dalla Comunità Montana Amiata Val d’Orcia e cofinanziato dalla Commissione Europea, nell’ambito delle iniziative a sostegno della conservazione della natura nell’Unione europea. Ha preso il via alcune settimane fa, ha una durata di quattro anni e un costo complessivo di un milione e 300mila euro, sostenuti per il 48 per cento da fondi europei.

Resiflor uno dei quattordici progetti selezionati in tutta Italia dalla Commissione europea, precedentemente c’era già stato un primo intervento sull’abete bianco sempre cofinanziato con fondi europei.
Per la Comunità montana, ente capofila, il progetto sarà gestito e coordinato dal responsabile generale, Piergiuseppe Montini e dal Responsabile amministrativo, Manuela Paganini. Gli altri enti coinvolti sotto il profilo operativo e finanziario, in qualità di beneficiari associati, sono la Regione Marche, la Comunità montana del Casentino, il Centro di ricerca per la selvicoltura di Arezzo e la società cooperativa D.R.E.Am Italia.

Cinque sono i Siti di Interesse Comunitario coinvolti nel progetto: le foreste del Siele e Pigelleto, in Amiata; l’Alta Valle dell’Arno e le foreste di Badia Prataglia, nell’Appennino tosco-romagnolo; Bocca Trabaria e Alpe della Luna, nell’Appennino tosco-marchigiano, infine Valle della Corte, nei Monti della Laga.

Gli interventi che saranno realizzati in territorio amiatino – aggiunge Montini – rappresentano la prosecuzione di quelli attuati nel contesto del primo progetto Life Natura sulla conservazione di Abies alba in faggeta abetina nel Pigelleto, sul Monte Amiata, che si è concluso alla fine del 2007. Con questo progetto abbiamo potuto identificare il Dna dell’abete bianco autoctono del Pigelleto, che verrà riprodotto nel nuovo programma con tecniche non tradizionali e reimpiantato nelle aree vocate della riserva naturale”.

 

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