Trento: traslochi di stambecchi

 

In Alta Valtellina, precisamente in Val Zebrù e nella Valle del Braulio, è presente una delle più numerose colonie di stambecchi delle Alpi centrali italiane, reintrodotta alla fine degli anni ’70.

Si tratta di circa 700 animali, e sono l’ideale per un’operazione di re-stocking (immissione di individui in un’area in cui la specie è già presente, ma necessita di un rinforzo per assicurarne una migliore conservazione e una più rapida crescita numerica).

 

Il programma, frutto di una collaborazione tra il Parco Nazionale dello Stelvio e il Servizio Foreste e Fauna della Provincia autonoma di Trento, ha lo scopo di rinforzare il piccolo nucleo di stambecchi che si è recentemente insediato nella Val del Monte – Val di Peio, per facilitare e velocizzare il suo futuro sviluppo. Questa operazione rappresenta anche un ulteriore tassello al contributo alla conservazione dello stambecco attraverso la ricostituzione dell’originaria fauna alpina.

 

Una simile iniziativa assume un particolare significato durante il 2010, proclamato dalle Nazioni Unite quale “Anno internazionale della Biodiversità”. La colonia da cui vengono prelevati gli stambecchi da “traslocare” non ne risentirà, essendo numericamente rilevante. Il progetto prevede il rilascio di 30 soggetti fondatori, da liberare in tre anni (2010-2012). Si tratta  dell minimo indispensabile per velocizzare l’insediamento e la crescita della neocolonia e per la buona riuscita della reintroduzione.

 

Tra il 15 e il 17 giugno è stata attivata la prima campagna di cattura ad opera del personale del Parco Nazionale dello Stelvio e del Corpo Forestale dello Stato – CTA di Bormio, che ha portato al rilascio nelle nuove aree di 4 stambecchi (3 maschi di 4 anni e 1 maschio di 7 anni).
Queste prime catture sono state effettuate mediante l’utilizzo di appositi strumenti lanciasiringhe che iniettano un farmaco narcotico e permettono un più agevole contenimento e manipolazione degli animali.

 

Gli stambecchi catturati sono stati sottoposti a controllo sanitario e sono stati successivamente marcati con targhe auricolari e muniti di radiocollari a tecnologia GPS, che permetteranno un costante monitoraggio dei loro spostamenti e del grado di adattamento alle nuove aree in cui sono stati rilasciati. Le attività proseguiranno nel corso dell’estate con ulteriori campagne di cattura volte a raggiungere il numero minimo di rilasci che il progetto si prefigge per ciascun anno.

Roberta Folatti

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