Toscana: tutela e sviluppo montagna

 

Investire nella tutela della montagna non vuol dire solo ridurre le conseguenze di eventuali frane, smottamenti, ed alluvioni, ma vuol dire soprattutto scommettere su un nuovo tipo di economia verde, sperimentando nuove modelli di produzione che garantiscano posti di lavoro e che, in questo modo, pongano un freno al progressivo spopolamento delle aree montane.

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Foto: Montagna Made In Italy

Il piano straordinario della Regione Toscana, la regione più “forestale” d’Italia con i suoi 1,2 milioni di ettari di boschi, sembra andare in questo senso. Esso prevede investimenti in favore della tutela e valorizzazione del patrimonio forestale e sullo sviluppo e salvaguardia delle aree montane per 44 milioni di euro nel triennio 2010-2012, a cui devono aggiungersi i 30 milioni annuali del Programma Forestale Regionale.
Di questi 44 milioni 12 saranno spesi nel 2010 per interventi prettamente forestali mentre gli altri 32 verranno destinati al biennio successivo secondo queste proporzioni:

– 10 per le sistemazioni forestali;
– 6 milioni per lo sviluppo della produzione di energia;
– 6 milioni per la selvicoltura sostenibile;
– 4 milioni per la promozione dell’attività zootecnica;
– 6 milioni per la filiera del legno, recuperando usi e tradizioni locali.

In particolare si cercherà di incentivare la produzione di energia tramite biomasse, prevenire futuri dissesti e creare circa 600 posti di lavoro (di cui almeno un terzo nuovi) attraverso lo sviluppo di filiere del legno locali.

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