Piemonte, parchi eolici

Cinque le associazioni ambientaliste piemontesi che hanno sottoscritto il primo documento per l’uso dell’eolico in Piemonte; vengono descritte le modalità di posizionamento delle strutture e le verifica ambientali da assicurare prima dell’avvio di ogni impianto. Dopo il parco di Garessio, già attivo, il San Bernardino, le colline delle Langhe, la valle Stura, si preparano ad attivare impianti eolici, rispettando quindi tutto quanto esposto nel “ Protocollo per l’indagine dell’avifauna e dei chirotteri nei siti proposti per la realizzazione di parchi eolici” qui di seguito riportato.


estratto da:
Regione Piemonte – Assessorato Agricoltura, Tutela della fauna e della flora Protocollo per l’indagine dell’avifauna e dei chirotteri nei siti proposti per la realizzazione di parchi eolici. Modifica della D.G.R. n. 71-11040 del 16/3/09

Il presente protocollo descrive le metodologie d’indagine che devono essere applicate per una preliminare valutazione degli impatti che gli impianti eolici potrebbero provocare sull’avifauna e dei chirotteri tutelati da direttive comunitarie e leggi nazionali e regionali, potenzialmente presenti nei siti proposti per la realizzazione di nuovi impianti eolici.
Il protocollo prevede indagini nelle fasi del ciclo annuale in particolare relative alla riproduzione ed alla migrazione per le categorie di avifauna e chirotteri che utilizzano l’area in oggetto o transitano in zona. L’esito dei rilievi nel primo anno di monitoraggio potrà fornire indicazioni sulla necessità o meno di estenderlo alle annualità successive, nonché di tararlo al meglio.

Il protocollo deve essere eseguito da professionisti di comprovata esperienza specifica in campo naturalistico e deve comprendere ornitologi e esperti di chirotteri.

1) Avifauna nidificante

Ci si prefigge di conoscere la composizione del popolamento ornitico che si riproduce nell’area individuata nel progetto.

– Passeriformi

Campionamento mediante punti d’ascolto (point count), con l’ausilio di registratore digitale fornito di parabola omnidirezionale, delle durata di 10 minuti da realizzarsi all’interno di un’area del raggio di 2 km dal baricentro dell’impianto, suddivisa in 10 buffer circoncentrici di 200 metri di larghezza entro i quali realizzare i rilevamenti il più possibile raggiera, evitando giornate ventose o con condizioni meteorologiche sfavorevoli:
• due uscite settimanali almeno, nel periodo inizio maggio – fine giugno;
• ad ogni uscita devono essere effettuati 7 rilievi puntiformi della durata di 10 minuti (preceduti da 5 minuti di silenzio una volta raggiunto il punto di registrazione) da distribuirsi a all’interno di ogni buffer circoncentrico lungo una precisa direzione, che deve essere cambiata ad ogni uscita, dal centro dell’impianto eolico;
• durante i rilievi devono essere annotate tutte le specie e gli individui sentiti ed osservati suddivisi in specie ed individui entro i 100 metri dall’osservatore e specie ed individui oltre 100 metri dall’osservatore;
• la prima registrazione deve essere effettuata 30 minuti prima dell’alba e l’ultima entro e non oltre le ore 11.00;
• ad ogni punto deve corrispondere una coppia di coordinate, così da poter cartografare con precisione i rilievi effettuati;
• durante le registrazioni e negli spostamenti da un punto di registrazione all’altro devono essere segnalate tutte le specie contattate anche solo visivamente (molto importante è la segnalazione di nidi, di individui impegnati nella costruzione del nido, nell’alimentazione della prole o comunque in atteggiamenti legati alla riproduzione) annotandone la distanza;
• le registrazioni devono essere ascoltate da un esperto ornitologo, che provvede alla determinazione delle specie in base alle differenti caratteristiche dei canti e dei versi emessi dagli uccelli;
• le specie determinate devono essere allocate in cartografia nel punto d’ascolto relativo, in modo da ottenere, a distanze degradanti dal centro dell’ipotetico impianto eolico, la composizione dell’ornitocenosi;
• sulla base delle osservazioni eseguite e delle registrazioni effettuate sono mappati i nidi ed i territori di riproduzione delle diverse specie.

– Rapaci diurni

Deve essere utilizzata la metodologia visual count descritta nel seguito per le specie migratrici, estendendo i rilievi anche al periodo che va dal 15 maggio al 30 giugno, e garantendo almeno una uscita settimanale in condizioni meteorologiche favorevoli con periodo di osservazione dalle 8.00 alle 16.00. Deve essere perlustrata un’area di circa 3 Km in linea d’aria intorno al sito dell’impianto in previsione.
Durante ogni rilevamento devono essere annotate su carta 1:10.000 tutte le osservazioni di rapaci diurni osservati e i relativi spostamenti, con particolare riferimenti a comportamenti riproduttivi (parate, voli di coppia, festoni, vocalizzazioni, ecc.) Inoltre deve essere verificata la presenza di luoghi utilizzati per la nidificazione in un raggio di 3 km in linea d’aria dal sito proposto per l’impianto eolico, segnalando anche quelli potenzialmente idonei.
Deve essere verificata l’idoneità dell’area per il reperimento delle risorse trofiche, descrivendo dettagliatamente anche gli habitat presenti, in un raggio di 3 km in linea d’aria dal sito. Sulla base delle osservazioni eseguite e delle registrazioni effettuate devono essere mappati i nidi ed i territori di riproduzione delle diverse specie.

– Rapaci notturni

Devono essere censite le coppie nidificanti, attraverso l’ascolto degli individui in canto, effettuando un’uscita della durata di circa due ore, dopo il crepuscolo, ogni due settimane circa, con punti d’ascolto circoscritti a 3 km in linea d’aria di raggio dal centro del sito proposto per l’impianto eolico. Il periodo di interesse è marzo – maggio. L’ascolto di individui al canto deve essere effettuato evitando giornate ventose o con condizioni meteorologiche sfavorevoli.
Inoltre deve essere verificata la presenza di luoghi utilizzati per la nidificazione in un raggio di 3 km in linea d’aria dal sito proposto per l’impianto eolico, segnalando anche quelli potenzialmente idonei, con particolare riferimento a pareti rocciose idonee alla riproduzione del gufo reale.
Deve essere verificata l’idoneità dell’area per il reperimento delle risorse trofiche, descrivendo dettagliatamente anche gli habitat presenti, in un raggio di 3 km in linea d’aria dal sito. Sulla base delle osservazioni eseguite e delle registrazioni effettuate devono essere mappati i nidi ed i territori di riproduzione delle diverse specie.

2) Avifauna migratrice

– Rapaci diurni

Utilizzando la metodologia visual count, dovrà essere verificato il transito di rapaci in un’area di circa 2 Km in linea d’aria intorno al sito dell’impianto in previsione, con le seguenti modalità:
• il punto di osservazione deve essere identificato da precise coordinate geografiche e deve essere cartografato con precisione – dal punto di osservazione si deve avere una buona visuale in modo da poter scrutare quanto più cielo possibile, nonché il sito proposto per l’impianto;
• le osservazioni devono essere effettuate dalle ore 8 alle ore 17, con l’ausilio di binocolo e cannocchiale, sul luogo dell’ipotetico impianto eolico, nelle quali saranno determinati e annotati tutti gli individui e le specie che transitano nel campo visivo dell’operatore, con dettagli sull’orario di passaggio, nonché i comportamenti adottati ( volo multidirezionale,
attività di caccia, parata e difesa territoriale, soste su posatoi, volo senza sosta e divagazioni nella traiettoria di migrazione ecc.).
• saranno annotate, per ogni individuo avvistato, la direzione e il verso della migrazione nonché l’altezza da terra in corrispondenza dell’ipotetico impianto eolico, e raccolti dati accurati sulla copertura nuvolosa e sulle condizioni del vento (direzione e forza);
• i dati devono essere elaborati e restituiti ricostruendo il fenomeno migratorio sia in termini di specie e numero di individui in contesti temporali differenti (orario, giornaliero, per decade e mensile), sia per quel che concerne direzioni prevalenti, altezze prevalenti ecc..

(Claudio Beltrami)

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