Piemonte, mammiferi a rischio

Come stanno sopravvivendo i nostri amici animali nel territorio piemontese ? quali sono i principali “nemici” che mettono a rischio il loro “habitat” ? cosa si sta facendo per aiutarli? In questa rilevazione di “Rete Natura 2000 – regione Piemonte” una breve analisi della loro situazione.


estratto da:
Regione Piemonte
Rete Natura 2000

L’elenco delle schede dei Mammiferi può sembrare una monografia dei pipistrelli piemontesi, in quanto questo Ordine rappresenta indubbiamente uno dei gruppi zoologici più a rischio dell’intera fauna europea (e non solo). A parte poche specie antropofile (soprattutto quelli appartenenti ai generi Pipistrellus e Hypsugo), dagli anni ’60 (periodo in cui venne largamente utilizzato il D.D.T. in agricoltura) si osserva un generalizzato declino a livello globale che ha portato alla quasi totale scomparsa di alcune specie. In Piemonte, così come nell’Europa centro-settentrionale; le cause che determinano questa situazione allarmante sono molteplici: scomparsa dei siti riproduttivi (restauro di edifici storici, per esempio il Castello di Venaria; attrezzatura turistica di grotte, solitamente con risultati economici fallimentari (come per la Grotta dei Dossi di Villanova Mondovì), di svernamento (disturbo nelle grotte) e di alimentazione (scomparsa delle zone umide e, in generale, degli ambienti naturali in pianura), avvelenamento per contaminazione delle prede (insetti) con i pesticidi utilizzati in agricoltura e contemporanea diminuzione generalizzata delle prede (sempre a causa dei pesticidi e per la distruzione dei loro habitat, soprattutto in pianura), atti vandalici nelle colonie riproduttive (per esempio a S. Vittoria d’Alba).

Alla luce della situazione attuale una seria politica di conservazione dei pochi siti piemontesi che ancora ospitano le colonie di questi mammiferi appare assolutamente necessaria.

I restanti Mammiferi nostrani sembrano soffrire meno le alterazioni ambientali e la pressione antropica sul territorio; questo fatto è dovuto alla loro plasticità ecologica, e quindi alle notevoli capacità di adattamento. L’unico roditore elencato in Direttiva Habitat è il moscardino (Muscardinus avellanarius), che sembra particolarmente sensibile alla frammentazione degli ambienti forestali e arbustati (soprattutto in pianura), ma è ampiamente distribuito sui rilievi alpini.

Tra le specie di piccole dimensioni che probabilmente soffrono la scomparsa degli habitat si possono citare l’arvicola d’acqua (Arvicola terrestris) e i topiragno d’acqua del genere Neomys, tutte legate agli ambienti umidi. Almeno per questi ultimi sarebbe auspicabile l’inserimento negli allegati della Direttiva Tra le specie di media taglia è preoccupante la diminuzione della lepre (Lepus europaeus) che, a causa dell’agricoltura intensiva, non dispone di habitat sufficienti alla sopravvivenza di popolazioni stabili, e inoltre subisce una pressione venatoria eccessiva.

Preoccupazioni si hanno anche per lo scoiattolo europeo (Sciurus vulgaris), a causa dell’espansione dello scoiattolo grigio americano (Sciurus carolinensis) (che ha già determinato la scomparsa della specie indigena in ampie aree della Gran Bretagna), non contrastata a causa di irrazionali querelles giudiziarie che poco hanno a che vedere con un approccio scientifico al problema.

Tra i Carnivori di piccole dimensioni la specie che desta maggiori preoccupazioni è la puzzola (Mustela putorius), un tempo abbastanza diffusa ma attualmente molto rara su gran parte del territorio regionale. Ad eccezione dell’orso i carnivori di maggiori dimensioni, tutti estinti tra l’800 e i primi decenni del ‘900, sono ricomparsi sul territorio regionale: è il caso del lupo (Canis lupus), in espansione dall’Appennino, e della lince (Lynx lynx), che compare, più o meno occasionalmente in Piemonte proveniente dalla Svizzera (dove fu a sua volta reintrodotta negli anni ’60).

Anche gli Ungulati, anch’essi tutti estinti nell’800 (cinghiale incluso) ad eccezione di camoscio e stambecco, sono oggi ampiamente diffusi in Regione in seguito a numerose reintroduzioni effettuate a scopo venatorio.

(Claudio Beltrami)

Post navigation

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *