L’Appennino difende il “suo” lupo

 

È partito quest’anno il progetto Life wolfnet che punta a uniformare i sistemi di monitoraggio degli esemplari di lupo presenti sull’Appennino e a combattere il bracconaggio e la persecuzione illegale della specie.

Collabora una solida rete di istituzioni, partner principali sono il Parco Nazionale del Pollino, il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, la Provincia dell’Aquila, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana e Legambiente; altri otto enti pubblici, tra riserve naturali, parchi nazionali e regionali, province appenniniche, hanno cofinanziato il progetto.

Solo nel Parco Nazionale del Pollino si contano circa 40 esemplari di lupo. La sopravvivenza degli animali è messa a rischio soprattutto dal bracconaggio che spesso rappresenta l’unico mezzo di difesa attuato dagli allevatori quando si vedono minacciati dagli attacchi del lupo al loro bestiame. Ma oggi – spiega Pietro Serroni, uno dei responsabili del Parco Nazionale del Pollino – quelli di maggiore esperienza sono attenti e capaci di attuare strategie di mitigazione”. 
Life Wolfnet comunque metterà in campo strategie di sostegno a pastori e agricoltori, rendendo più facilmente fruibili anche gli indennizzi. Decisiva anche la prevenzione al fenomeno delle predazioni da lupo sulle greggi così da ridurre il conflitto con le attività di zootecnia.

“Nell’anno internazionale della biodiversità è fondamentale sottolinare come l’Appennino sia un contenitore di grande valore in Europa ed in Italia – dice Antonio Nicoletti, Responsabile Nazionale Aree Protette e Biodiversità Legambiente –  In questa prospettiva il progetto Life wolfnet acquista grande rilevanza, e la rete di enti e istituzioni che si è creata dimostra con quale sensibilità questo tema venga affrontato”.

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