Bergamo difende la fauna

L’ha ideata il Corpo di Polizia Provinciale di Bergamo , in collaborazione con il Servizio Caccia e Pesca, sulla base di un’esperienza prolungata.

Ogni anno infatti arrivano decine di segnalazioni di cittadini convinti, erroneamente, di aver trovato cuccioli di caprioli abbandonati o piccoli uccelli appena nati caduti dal nido. A differenza di quanto si crede, in questi casi il comportamento più appropriato è astenersi dal raccoglierli e lasciarli nel luogo in cui si trovano, allontanandosi il più in fretta possibile.

La spiegazione è che questi piccoli animali, con ogni probabilità, non sono stati abbandonati e al loro benessere penserà direttamente la madre. Togliendoli dal loro habitat si rischia di fare un danno molto maggiore. Il miglior intervento di protezione che il cittadino può mettere in atto, anche se si tratta di animali trovati in un parco urbano, è di lasciarli tranquilli, e intromettrsi il meno possibile.

Il pieghevole diffuso dalla Polizia Provinciale chiarisce inoltre che il randagismo canino è una delle cause che concorre al ferimento o all’uccisione di ungulati selvatici, soprattutto caprioli e giovani cervi. Quindi un’altra misura di protezione della fauna selvatica che ogni possessore di cani può mettere in atto è l’assoluto controllo del proprio amico a quattro zampe. La normativa prevede infatti che i cani di qualsiasi razza, per strada o in altro luogo aperto al pubblico, siano muniti di guinzaglio, oltre al noto divieto di abbandono dei cani in ambito sia urbano che rurale. La presenza di cani randagi deve essere segnalata all’Asl o alla Polizia locale del Comune competente per territorio.

Roberta Folatti

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