Essere travolti da una valanga non è un evento così remoto, ogni anno centinai di fruitori della montagna si trovano nella tragica situazione di dover sperare di sopravvivere sotto qualche metro di neve. A questo punto c'è chi starà facendo ogni genere di scongiuri contro la sfortuna, un atteggiamento comprensibile ma poco razionale. Molto meglio informarsi sull'argomento e seguire tutti quei piccoli accorgimenti che potrebbero salvare la vita.
E allora cosa si deve fare? Per prima cosa ci può venire in aiuto un detto popolare: “Meglio prevenire che curare”. Tradotto per il nostro caso è sempre bene, prima di uscire sulle neve, consultare i bollettini "pericolo valanghe". Questa è una operazione molto semplice, porta via solo pochi minuti e consente di capire, e quindi evitare, le zone ad alto rischio. I bollettini sono consultabili all'indirizzo www.aineva.it oppure sul sito http://www.sian.it/infoMeteo/index.do.
Altra buona abitudine è partire presto ed evitare i pendii più ripidi nelle ore calde, il pericolo valanghe infatti è maggiore con temperature elevate. Naturalmente sta nel buon senso rispettare la segnaletica esposta nei comprensori sciistici e non avventurarsi mai in percorsi fuoripista (non curarsi di un cartello con scritto pericolo di morte non è mai una buona idea!).
Sta cadendo una valanga? Bisogna far di tutto per sfuggire alla furia delle neve in caduta. Questa può raggiungere velocità di 200 km/h e quindi, come specificato dal sito della protezione civile (consultabile qui), è inutile fuggire lungo la massima pendenza perché la neve sarà sempre più veloce di noi. Molto meglio spostarsi in diagonale e cercare di defilarsi. Per rendere chiaro in concetto è ovvio che, se sta cadendo un albero, è meglio evitarlo facendo due passi a lato piuttosto che 100 in lungo.
La neve sta per travolgerci? A quel punto è necessario liberarsi da sci e bastoncini e imitare i movimenti del nuoto per cercare di restare a galla e mantenere il viso libero dalla neve, per poi successivamente chiudersi a uovo con le mani sulla faccia per guadagnare spazio per l'aria.
Una volta sotto la neve? Scavare e crearsi una nicchia d'aria per non morire asfissiati. Sicuramente si può essere nella condizione di aver perso l'orientamento, non sapere dove sia il sotto e il sopra. Un soluzione semplice è sputare, la forza di gravità porterà inevitabilmente la saliva verso il basso facendoci capire la posizione in cui siamo. Infine non rimane altro che cercare di scavare e liberarsi da soli o attendere con fiducia l'arrivo dei soccorsi sperando che abbiano portato la stumentazione base per il soccorso composta da Arva, sonda e pala.