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Alto Molise: sito archeologico

 

E’ il sito archeologico più significativo per la storia dei Sanniti, soprattutto Pentri. Poco conosciuti, furono la federazione di popoli che osò ribellarsi al giogo di Roma e che per prima coniò le sue monete con impressa la parola “Italia”.



Il complesso monumentale che sorge in località Calcatello, in provincia di Isernia,  è senza ombra di dubbio un maestoso luogo di culto a testimonianza della civiltà sannita.
Di questa popolazione ci sono tracce che risalgono al V secolo a.C.. In particolare, nella zona di Pietrabbondante, da visitare le necropoli del monte Caraceno, un rilievo circondato da tre ordini di fortificazioni costruite con grossi blocchi di pietra di forma poligonale; la più antica di esse risale almeno al V sec. a.C., mentre le più recenti furono realizzate al tempo dello scontro con Roma (353 – 293 a.C.).


Tra il VI ed il I sec. a.C. questo complesso archeologico – unico nel suo genere in Italia – fu il centro della vita politica e religiosa dei Sanniti Pentri: pertanto, esso risulta di fondamentale importanza per comprendere la storia di questa popolazione italica. Recentemente è stato arricchito di elementi di grande interesse grazie alle scoperte di Adriano La Regina.

 

Qui si estinse il progetto di uno stato sovrano fondato prevalentemente sull’identità del popolo sannita e dei suoi “cugini” italici: Marsi, Peligni, Piceni, Frentani, Caudini e Lucani, tra gli altri. Un antico sogno di libertà, finito con il più crudele dei genocidi verificatisi sul territorio italiano, dovuto a Lucio Cornelio Silla, che volle punire principalmente i Sanniti, tentando di cancellare la memoria di questo popolo dalla storia. Un fatto storico importantissimo che tolse l’ultimo, serio ostacolo allo sviluppo dell’ormai nascente Impero Romano.

(22 novembre 2011)