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La regione abitata nell'antichità dai Piceni e successivamente dai Galli Senoni, deve il suo nome al termine tedesco "mark" (confine) da cui poi presero il nome i vari "marchesati" in cui fu suddivisa e da cui ne è conseguito il nome al plurale Le Marche, confinano con la Emilia Romagna a nord,la Toscana e l'Umbria a est, il Lazio e l'Abruzzo a sud e con il Mar Adriatico a ovest. La regione si estende per 9.694 km² è divisa in 5 province con capoluogo Ancona.
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La regione è situata tra l'Appennino Umbro-Marchigiano e il Mare Adriatico. E' per circa un terzo montagnosa e per il restante è occupata dalla fascia collinare preappenninica e da una zona pianeggiante tra le colline e il mare. La catena montuosa procede da nord-ovest verso sud-est con uno sviluppo omogeneo in larghezza e con altezze di poco inferiori ai 2000 metri a nord e poco sopra nella parte finale a sud verso l'Abruzzo. Le principali vette sono da nord a sud il Fumaiolo 1407 m., il Nerone 1525 m., il Cavallo 1500 m., il Catria 1701 m., il Fema 1575 m. e il Priora 2333 m. , il Porche 2235 m.. e il Vettore 2476 m. questi ultimi nei Monti Sibillini che costiruiscono la zona piè elevata della regione.
La vegetazione è molto scarsa e il paesaggio di conseguenza risulta desolato e aspro Nella parte collinare che ha una larghezza media intorno ai 30 chilometri le cime non superano i 400 metri e sono divise da un gran numero di piccole valli; la vegetazione in questa zona è viceversa molto ricca e abbondano prati e boschi. La costa lunga 170 km risulta quasi rettilinea con spiagge in parte sabbiose e in parte sassose; l'unica interruzione è costituita dal promontorio del Monte Conero 572 m.
Tutti fiumi della regione hanno un corso breve, tra i 40 e i 110 km, regime torrentizio, sono scarsamente sviluppati e non sono navigabili. Quasi tutti scendono dagli Appenini in direzione est per sfociare nel Mar Adriatico. I laghi sono per la maggior parte artificiali; fa eccezione il lago Pilato nei monti Sibillini situato ad oltre 1900 metri di quota
L’ambiente naturale è stato quasi progressivamente trasformato in coltivazioni e pascoli; la vegetazione rimasta è composta dalla macchia mediterranea sempreverde con lecci, corbezzoli, lentischi, allori , presente nell’entrotrerra, da boschi di querce nell'area submontana e soprattutto di faggi, nella fascia montana; nelle zone appenniniche sopra i 1.800 metri, crescono specie similari per tipologia a quelle alpine, come ad esempio la genziana. La fauna anch'essa molto poco presente data la scarsità di ambienti naturali, si limita a poche esemplari di volpi e gatti selvatici e ad altrettanto poche specie di uccelli; lupi, camosci, caprioli, aquile reali, falchi pellegrini, gufi reali, sparvieri sono invece presenti nei 4 parchi regionali e nelle 2 riserve naturali attualmente create nel territorio.
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