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Il Trenino verde

 


Nel 1888 il regno Sabaudo costruì in Sardegna il primo tratto delle Ferrovie Complementari che dovevano collegare le zone interne dell’Isola con la costa, per favorire attività economiche e spostamenti della popolazione, del tutto isolata a causa dell’asprezza del territorio. La morfologia e i criteri di economicità indirizzarono le modalità costruttive sul binario a scartamento ridotto.

Sardegna - trenino verde


Con l’avvento del trasporto su gomma parte dei tracciati sono stati smantellati, parte destinati al traffico locale, parte alla fruizione turistica. Questi vengono indicati col termine “Trenino verde”, trenino a indicare la ferrovia a scartamento ridotto, verde per le caratteristiche dei percorsi, immersi spesso in una natura selvaggia.

 

Senza alcun dubbio il turista che voglia assaporare la “Sardegna non solo mare” e andare alla scoperta dell’ interno non può perdere l’occasione di percorrere una di queste linee ferroviarie, tenendo presente che durante il periodo estivo le corse sono quotidiane mentre durante il periodo invernale il treno effettua corse solo se noleggiato.

 

Le possibilità spaziano dalla Mandas-Arbatax  e Isili – Sorgono (Centro - Est) alla Tempio - Palau (Nord – Est). Altre tratte delle ex Ferrovie Complementari sono oggi destinate al traffico locale (Cagliari – Isili, Macomer – Nuoro, Alghero – Nulvi).


Sardegna - trenino verdeUna delle fermate più gettonate è quella del ponte sul Rio San Gerolamo, lungo la tratta Mandas-Arbatax, poco dopo il paese di Seui. Qui è possibile effettuare escursioni con diversi gradi di difficoltà, tra boschi e corsi d’acqua che lavorano incessantemente le rocce, davvero spettacolari come il ponte ‘e Irtzioni, lungo 50 m, alto 40 m, autentico capolavoro architettonico da cui si può ammirare l’effetto erosivo delle acque sugli scisti, substrato roccioso su cui poggiano le imponenti bancate calcaree dei Tacchi.


Attualmente il viaggio si svolge con locomotori diesel perché le locomotive a vapore sono state dismesse per il rischio incendi: i treni attraversano infatti boschi e campagne. Spesso le piccole stazioni  sono lontane dai paesi ma talvolta la ferrovia attraversa il centro abitato, come nel caso di Seui, dove quasi ci si affaccia sull’interno delle abitazioni. La velocità del mezzo e le soste, programmate non solo nelle stazioni, consentono una fruizione ottimale dell’esperienza. Numerosi letterati-viaggiatori del passato hanno effettuato il viaggio col treno verde  e ci hanno lasciato racconti interessanti e coinvolgenti.


Diversi paesi dislocati lungo i percorsi stanno cercando di creare un circuito economico attorno alla ferrovia (piccole strutture di ospitalità, ristorazione tipica, vendita di prodotti del territorio, musei, etc) dando vita a manifestazioni dedicate ai viaggiatori.  Esiste un progetto che vorrebbe proporre il Trenino verde come Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco ma è innanzitutto la stagionalità a non favorire il decollo delle attività turistiche, che potrebbero portare visitatori all’interno anche nella stagione invernale, in percorsi suggestivi e letteralmente mozzafiato.


La tratta da Mandas a Arbatax è la più lunga tra le ferrovie turistiche italiane e tra quelle a scartamento ridotto di tutta l’Europa. Per percorrerla interamente occorrono circa 5 ore ed è consigliabile riprendere la via del rientro il giorno successivo. Sarà l’occasione per conoscere meglio la cittadina di Arbatax, anticamente borgo di pescatori, poi centro industriale, ora nodo ferroviario, navale e aereo con prospettive turistiche.

M. Stefania Contini (www.allascopertadi.it)


(23 giugno 2011)

 

 


 

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