Toscana, la via Francigena

La Via Francigena che da Canterbury portava a Roma attesta l’importanza del pellegrinaggio in epoca medioevale: esso doveva compiersi prevalentemente a piedi (per ragioni penitenziali) con un percorso di 20-25 kilometri al giorno e portava in sé un fondamentale aspetto devozionale.

Si identifica come strada di pellegrinaggio sia per molte storie e testimonianze che ci sono pervenute, sia per la nuova attenzione e l’interesse sempre maggiore dopo la grande diffusione del cammino verso Santiago di Compostela di cui ad oggi non ha ricalcato la felice sorte di rimanere integra, sopraffatta e soffocata invece dal mondo moderno
Come per tutti i percorsi di pellegrinaggio, lungo il suo tragitto sono nati paesi, città, luoghi di raccolta, monasteri, centri di scambi commerciali e di ritrovi religiosi.

Se poi si analizza il percorso secondo le caratteristiche ambientali e naturali come la presenza di fiumi e corsi d’acqua importanti, i monti e valichi possibili e le direzioni di provenienza da centri culturalmente più avanzati ed economicamente importanti, si può stabilire la rete dei percorsi più probabili che si incrociano lungo il tracciato anche quando le testimonianze sono scarse.

Il tracciato nella parte toscana è di circa 400 chilometri , dal passo della Cisa fino a Radicofani e permette di riscoprire zone della Toscana meno nota, ma forse per questo più interessanti.
La varietà dei paesaggi che si incontrano, dalla zona Appenninica iniziale a quella costiera nel suo tratto centrale alle tappe che da Lucca ripercorrono la magnifica zona collinare interna della regione, assicura da solo un ottimo motivo per fare di questa via una esperienza di viaggio unica.

Il progetto che accompagna questa riscoperta, garantirà entro il 2010 una migliore fruizione dell’intero percorso con l’aggiornamento della segnaletica, il rinnovo dell’arredo urbano nei tratti di attraversamento di città, paesi e borghi, la sua messa in sicurezza, e la creazione di attrezzature nelle aree di sosta e di punti di informazione.

L’itinerario è unico per bellezza e capacità di evocazione e può essere preso come prototipo del nuovo modo di viaggiare “slow-walking” ovvero lento e consapevole, facendo del viaggio a piedi, a cavallo o in bici anche un viaggio interiore, oltre che naturalistico, sportivo o escursionistico.

(Claudio Beltrami)

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